Voglia di tenerezza (McMurtry)

Un ritratto di donna splendido, Aurora è insopportabile e adorabile al tempo stesso, respinge e attira contemporaneamente. Ma ha un cuore grande in cui c’è posto per tutti e la sua vita caotica ha questo come punto di riferimento. La seconda parte, dedicata alla figlia, a mio avviso, non è affatto all’altezza, appare forzata.

“Aurora contemplò la sera per un po’, poi si alzò e lanciò la vestaglia sul letto. Andò all’armadio a scegliere un abito per la serata e, dopo averlo indossato e aver trovato la collana giusta da abbinarci, prese la spazzola e indugiò un po’ davanti al suo Renoir, spazzolandosi e guardando le due giovani allegre con i loro cappelli gialli. Per l’ennesima volta pensò che la loro allegria sembrava di gran lunga più pacata di quanto non fosse mai stata la sua. Poi le due giovani si offuscarono e il dipinto divenne una finestra aperta sui suoi ricordi, e Aurora vide la propria felicità: con la madre a Parigi, con Trevor sulla sua barca, con Rudyard sotto il verde di Charleston. Un tempo, prima di tutti quegli sconquassi, era praticamente sempre felice. Dopo un po’ la vista smise di tremarle e le due semplici giovani tornarono a sorridere in mezzo ai loro rosa e gialli. Aurora si sentiva in pace. Si asciugò le guance, finì di vestirsi e scese allegramente dai suoi amici, che per tutta la sera la trovarono di una grazia deliziosa, anzi inestimabile.”

Tre (Perrin)

Una straordinaria storia di amicizia. Quel tipo di amicizia che ho sempre sognato e mai incontrato, nata tra i banchi di scuola tra ragazzini e poi proseguita per tutta la vita. Un’amicizia simbiotica, che esclude il resto del mondo e non ha implicazioni sessuali. Le vicende della vita dividono i tre ragazzi e per un certo periodo ognuno va per la propria strada, conservando il ricordo della magia di quel rapporto e la sofferenza indotta dalla rottura. Il libro narra in parallelo l’inizio dell’amicizia e il momento in cui si svolge la storia e gli amici sono ormai persone adulte. Passando da un piano all’altro si rivivono tutte le fasi della vita dei tre protagonisti e l’evoluzione del loro rapporto non sempre idilliaco, ma sempre molto forte e presente nella vita di ciascuno. E’ sicuramente da non perdere!

“Gli altri alunni vanno nelle rispettive classi. Loro tre rimangono impalati davanti alla bacheca, inebetiti, come se da un momento all’altro dovesse spuntare qualcuno a dire che c’è stato un errore, che in realtà stanno nella stessa classe.. -Vabbè, io vado- fa Etienne con aria distaccata. -Ci vediamo davanti al self-service…Oh, aspettatemi, eh?- Appena girate le spalle si morde con violenza l’interno della guancia. Lista di merda. Si impone di non piangere davanti agli altri..”

“Guardo il gatto come si guarda una delle proprie idiozie. L’elenco delle mie è cominciato parecchio tempo fa. Tornare dalla fiera con il pesce rosso, marinare la scuola, copiare ai compiti in classe, rubare nei negozi, mettermi al volante dopo aver bevuto, far scoppiare petardi nella canicola su un terreno incolto, dimenticare l’acqua del bagno aperta, e poi la proposta di matrimonio, la risposta sbagliata, la persona sbagliata, saperlo e perseverare ugualmente, fare promesse sapendo di non poterle mantenere, perdere treni, prendere un prestito, annullare all’ultimo momento una cosa attesa da sempre, uscire a braccia nude nel freddo, abbassare la testa per non salutare qualcuno perché non è giornata e rimpiangerlo per sempre, firmare un atto di compravendita dal notaio, impegnarsi, disimpegnarsi, l’alcol cattivo, le serate disgustose, il famoso bicchiere di troppo, le mattinate tetre, salire in macchina con uno sconosciuto, comprare un golf colorato per variare un po’ dal nero e non metterselo mai, non riuscire a finire l’ultimo romanzo dello scrittore famoso (-Ma stavolta sento che lo adorerò-), andare per saldi, raschiare il fondo del barile, rovistare, spettegolare, criticare, ridacchiare, i pantaloni di una taglia impossibile da mettere dopo essere dimagrita, tutte quelle cose riposte negli armadi delle nostre vite, ma che costituiscono le nostre vite”

La ragazza A

Le rovine di una casa.. in questo caso rappresentano in sintesi la storia di questa famiglia, distrutta dalla follia e dalla violenza di un padre nei confronti dei figli e della moglie, che non hanno saputo, potuto sottrarsi a quanto stava avvenendo. Una violenza che, anche dopo conclusa, ha permeato la vita di ciascuno di loro, nonostante tutti gli aiuti ricevuti. Un libro impegnativo da leggere, sicuramente scritto molto bene, che colpisce nel profondo, fa riflettere e non lascia indifferenti..

Finché il caffè è caldo (Kawaguchi)

Credo che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, abbia desiderato tornare indietro nel tempo e rimediare per un comportamento che non avremmo voluto avere, una frase che non avremmo voluto dire. Quanto tempo spendiamo immaginando il corso che la nostra vita avrebbe potuto avere se in quella occasione avessimo preso una decisione diversa e guarda caso tutto appare sempre migliore di quanto avviene nella nostra vita di ogni giorno. In questo libro esiste un caffè dove è possibile viaggiare nel tempo, sia nel passato che nel futuro, ma le limitazioni sono molto forti perché non si può modificare il corso degli eventi. Il tempo assegnato ai viaggiatori del tempo è quello che serve ad un caffè per raffreddarsi ed è in quel tempo che devono riuscire a dire quello che avrebbero voluto, sapendo che comunque nulla cambierà. Solo la consapevolezza, tornati al presente di aver fatto tutto quanto possibile per rasserenare la loro esistenza e vivere ogni giorno nel miglior modo possibile. Assolutamente da leggere!

Il tempo di un lento (Sangiorgi)

L’inizio di questo libro è ingannevole, ci trasporta in un amore adolescenziale intenso, puro, forte, come solo a quell’età è possibile vivere. Con i suoi “per sempre” assoluti e convinti, privi di quell’esperienza di vita che poi relativizza tutto e rende ognuno di noi molto più cinico e razionale. Ma da quell’esperienza nasce anche per il protagonista l’inaspettata opportunità di una scelta di vita completamente diversa che lui sa cogliere e sviluppare anche se con un prezzo molto alto da pagare dal punto di vista dei legami personali..

“Ho tenuto gli occhi stretti e ho visto la mia vita in un soffio. Ho sentito le corde di nylon consumarsi sotto le mie dita di bimbo. Ho visto mio padre fare retromarcia in una strada senza ritorno e regalarmi la mia prima chitarra. Ho sentito il mare e mia madre urlarmi contro, l’una intimandomi di studiare e lasciar perdere, l’altro di nuotare fino in fondo. Ho contemplato la campagna intenta a riprendersi il suo posto tra le strade sterrate e quelle asfaltate, tra le case che non c’erano e quelle appena nate. Ho sollevato la puntina del mio giradischi e l’ho posata di nuovo sul cuore. Ho inchiodato gli occhi sui ricordi e ho rivisto tutto daccapo come se non fosse mai successo, e l’ho ricopiato a memoria sui grattacieli di questa città. Ho baciato di nuovo e ancora una volta per la prima volta. Ho pianto, per la prima volta. Ho amato, per l’ultima volta…”

Una donna in guerra (Costantini)

In questo libro ritroviamo Aba, la donna normale, protagonista del precedente lavoro dello stesso autore. Le sue difficoltà nel conciliare la vita di spia e donna sono sempre maggiori. A questo si aggiungono le complicazioni del lavoro, dove non tutto si svolge alla luce del sole e gli intrighi nazionali ed internazionali mettono a dura prova il sangue freddo della protagonista..

“Non avevo mai sofferto di insonnia, ma questa non è nemmeno una notte, è solo un intervallo si tempo in cui i pensieri non se ne vanno neanche se provi a strizzare gli occhi, lo stomaco e il cervello. Problemi al lavoro, problemi a casa, problemi di coscienza si alternano e si affollano. E io sono al centro, origine e bersaglio, ora che tutto ciò che è stato pianificato accuratamente per anni si sta sgretolando. E non per un colpo avverso del destino. Semplicemente avevo poggiato le fondamenta della mia vita sulla sabbia e sull’acqua, l’avevo sempre saputo ma mi ero persuasa di essere più forte delle leggi fisiche”

Quando si è molto tristi si amano i tramonti. E’ scritto nel Piccolo Principe, uno dei libri sovversivi che mio padre nascondeva, in realtà per farmeli leggere di nascosto. E papà è qui , oggi, più che mai. Quando la partita finisce, non conta solo chi ha vinto e chi ha perso. Conta ciò che l’avversario e il pubblico penseranno di te.”

La disciplina di Penelope (Carofiglio)

Un libro che racconta la storia di una donna, pubblico ministero, che riesce a ritrovare motivazioni sufficienti per rimettersi a lavorare, dopo una brutta storia. Racconta delle indecisioni iniziali, dell’entusiasmo successivo di sentirsi di nuovo attivi e utili, della bellezza di poter di nuovo utilizzare le proprie capacità anche se non in forma ufficiale, anche se solo per provare a se stessa di essere ancora in grado di farlo.

La scrittura di Carofiglio cattura e incanta, la sua scorrevolezza ti accompagna alla fine con gentilezza e crea l’aspettativa della prossima lettura.

Autobiografia di Petra Delicado (Gimènez Bartlett)

Per anni ho letto appassionatamente i libri che hanno narrato le indagini di Petra Delicado e del suo braccio destro. All’interno di questi racconti spesso ci sono stati dei riferimenti alla sua vita passata, ma ovviamente erano solo occasionali e marginali rispetto alla storia raccontata. Per cui ho accolto questa autobiografia con enorme piacere e curiosità. Ho scoperto una donna forte e coraggiosa che ama la vita e che vuole viverla ogni giorno al meglio, per quanto può offrire e alle sue condizioni.

“Un flirt non è il piatto che mangiamo per sfamarci ogni giorno, ne un manicaretto di uno chef che assaggiamo per curiosità. no è piuttosto il cioccolatino rubato mentre passiamo per la cucina, il sapore che conserviamo di un antico dolciume, la benedetta madeleine di Proust applicata al sesso e alla gioventù…”

“Non sei coerente, ecco una frase che detesto. Coerente con cosa? Con i principi della mia gioventù? Con quelli che mi sono creata strada facendo? Al diavolo! Mica siamo sempre di un pezzo! Cambiamo di continuo, ci modifichiamo senza sosta, e viviamo su un pianeta che viaggia a tutta velocità per l’universo. Non c’è nulla che possa fermare il mutamento, siamo sempre di passaggio.”

“L’amore non dura per sempre. Ci sono coppie che trovano dei motivi per rimanere assieme quando la passione se ne va e altre che non riescono a sostituirla con niente. Le prime vanno avanti, le altre si separano. Tutto il resto è chiacchiera…”

Le regole degli amanti (Selvetella)

Quando ho iniziato a leggere questo libro ho pensato che in fondo non era poi così difficile trovare la formula giusta per far durare una storia d’amore. Le regole stabilite e concordate non sembravano poi così improbabili e neanche impossibili da seguire. Ma poi c’è la vita . . . con i suoi imprevisti che si diverte a rovesciare il tavolo quando meno te lo aspetti e allora quello che sembra ovvio diventa impossibile, i silenzi si trasformano in sospetti, i sospetti in rancori e l’amore ‘lieve’ diventa di nuovamente ‘pesante’, ma è davvero sempre e comunque così?

” Ci deve essere un’altra possibilità, si dicono, un sistema normativo, un modello sociale, un protocollo di assunzione del rapporto amoroso tale da consumarlo senza spegnerlo mai, come la fiamma delle Vestali, un inganno alle stagioni simile alla rotazione di colture con la quale i contadini si garantiscono per sempre la generosità dei campi..”

“..i buoni compagni di viaggio si sentono sempre liberi. Se si incontra qualcuno che ci fa sentire così, è davvero una grande fortuna. Mi capitò con Iole, l’amante che ha realizzato molti dei miei desideri, per quello che ha fatto e per quello che è..”

“Gli amanti si appartengono, gli amanti si accudiscono, gli amanti sono pieni di ricordi, vividi e sfolgoranti come poche altre cose nella vita. Gli amanti progettano il futuro, costantemente; io l’ho fatto per anni, ho fantasticato, ho atteso, ho programmato. Gli amanti sono morbosamente curiosi, l’uno dell’altro. Io lo sono: avrei pagato, pagherei, per poter frugare nei cassetti di Sandro o per osservarlo durante un pranzo di famiglia..”

Piano nobile (Agnello Hornby)

Ho imparato ad amare la Sicilia attraverso i libri e questa autrice è stata tra quelle che più mi hanno avvicinata a questa splendida terra. Credo che lei abbia la Sicilia nell’anima e questo si percepisce mentre si leggono i suoi libri.. Non si tratta solo di descrizioni, ma anche di odori e sensazioni che riesce a trasmettere e che poi andando là effettivamente si trovano e si provano.

Questo libro è la storia di una saga familiare, narra della morte del barone Sorci e delle vicende dei suoi figli, ma come sempre in questo tipo di libri accanto e assieme alla storia della famiglia si può leggere la storia della città e della regione stessa.