Fiore di roccia (Tuti)

Ecco è arrivato.. Il libro che aspetti e speri di trovare ogni volta che ne cominci uno. Quello che riesce a toccare i sentimenti più profondi, che ti fa piangere, ma che non puoi che definire “bellissimo”. E’ una storia dura, come lo sono state le persone a cui è dedicata, le portatrici carniche, scolpite nella roccia delle loro montagne. Montagne bellissime, ma povere; lo sono sempre state e in qualche modo lo sono ancora oggi. Abitate da gente di poche parole, come di solito è chi abita la montagna e dialoga più con la natura che con gli essere umani. La scrittura di questo libro è intensa e delicata allo stesso tempo, testimonia coinvolgimento personale e rispetto nei confronti dei protagonisti di questa parte della storia del primo conflitto mondiale.

“Non avere paura, e non ne avrò nemmeno io, mi dicevi quando ero piccola. Allora per tenerti al sicuro mi fingevo forte e alla fine lo diventavo davvero..Quello del tuo cuore è l’ultimo battito di una famiglia, con te il “noi” si estingue, resta solo questo “io”, un pezzo troppo piccolo per costruirci qualcosa…Te ne vai con la gentilezza con cui hai vissuto, in un alba rosea che filtra tra le nubi e sparge cristalli, nel silenzio solenne delle foreste. Ti bacio per l’ultima volta, non credo più agli arrivederci. Sei stato mio padre e sei diventato mio figlio, avverto uno strappo all’altezza del ventre. Grazie per la vita che mi hai dato. E non avere paura. Non ne avrò nemmeno io.”

“La nostra capacità di bastare a noi stesse non ci è stata riconosciuta, né concessa. L’abbiamo tessuta con la fatica e il sacrificio, nel silenzio e nel dolore, da madre in figlia. Poggia su questi corpi meravigliosamente resistenti ed è a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Si nutre di spirito infuocato e iniziativa audace, vive di coraggio. Vive di altre donne. Siamo una trama di fili tesi gli uni sugli altri, forti perché vicini.”

Riccardino (Camilleri)

Non avrei mai potuto mancare l’appuntamento finale con il Commissario Montalbano, che ho seguito dagli esordi e che ho amato intensamente…Nonostante le preoccupazioni dell’Autore io non mi sono mai stancata della ripetitività delle situazioni, dei luoghi, delle storie. Anzi per me era sempre l’occasione per ritrovare ambientazioni, colori, odori di una Sicilia che proprio grazie a questi libri mi è entrata nel cuore.

Capisco la difficoltà di chiudere con un personaggio che forse ad un certo punto è diventato anche ingombrante tra la sua forma cartacea e quella della versione televisiva. Personaggi uguali, come interpreti delle storie, ma diversi fisicamente e, da un certo punto in poi, anche caratterialmente. Non voglio criticare uno scrittore che ho apprezzato non solo per i libri di Montalbano, ma anche per la sua produzione storica e narrativa, però dissento dalla sua scelta per porre fine a questo personaggio, non mi è sembrata all’altezza di tutto il resto e mi ha lasciato una grande amarezza..

Se volete …

Il metodo Catalanotti (Camilleri), La rete di protezione (Camilleri)

Gelosia (Baresani)

Lui, lei, l’altra..una storia come tante, ma analizzata a fondo nel tentativo di capire le dinamiche che si nascondono dietro e che muovono i protagonisti. Ognuno di loro ha un progetto di vita, chi più a lunga scadenza, chi con una visibilità più limitata. Perseguendo il proprio progetto ognuno di loro calpesta quello degli altri e innesca sentimenti di rivalsa, di gelosia. Indipendentemente dallo sviluppo e dagli esiti della storia, in questo libro c’è una analisi lucida e spietata delle relazioni uomo – donna.

” Anche quei mariti avevano delle tresche, ma non avrebbero mai lasciato le mogli, che anzi servivano da paravento per non farsi incastrare da amanti piene di esigenze noiose e impraticabili: cene conviviali, weekend, shopping insieme, serate al cinema..La moglie rifugio che ti protegge dal fare stupidaggini.”

“E’ che sono belle, sono sexy, vanno in palestra, indossano biancheria intima raffinata, si curano di ogni dettaglio, dallo smalto sulle unghie dei piedi ai colpi di sole sui capelli..ma non sono interessanti per i loro mariti..i mariti le portano in giro, le baciano e stringono e accarezzano solo in pubblico, come un trofeo. Ma poi non sanno cosa dire quando sono con loro..”

“Non ho più entusiasmo, pensava, mi pare quasi una cosa da non fare. Antonio è troppo di famiglia. Lo sapevo, l’ho sempre saputo, ma ora è capitato anche a me: il tempo uccide ogni grande amore e lo trasforma in una famiglia, una cosa di genitori, nonni, zii, cugini, pratiche da sbrigare, medici, dentisti, hai pagato le tasse?”

“Aveva bisogno di darsi un valore, dopo essere stata socialmente uccisa da Antonio: al momento non aveva una propria identità, per tutti era solo l’amante sospetta, o solo la sua collaboratrice. Dio quanto lo odiava!”

Una lettera per Sara (de Giovanni)

Un’altro episodio per Sara, questo strano nuovo personaggio di de Giovanni..Non sono ancora riuscita ad affezionarmi al trio composto da Sara ex appartenente ai Servizi, l’ispettore Pardo e Viola la fotografa free-lance, vessata dalla madre. A tratti mi sembrano le brutte copie dei personaggi dei precedenti libri (I bastardi di Pizzofalcone e il commissario Ricciardi). Lo stile è abbastanza simile anche in questa nuova serie, dove ampio spazio viene lasciato alle considerazioni intimistiche dei protagonisti e, come nei libri del commissario Ricciardi, prevale la componente melanconica e triste. Insomma non un gran libro, spero che i prossimi siano più accattivanti..

Se siete interessati alle puntate precedenti Sara al tramonto (De Giovanni)

La fiamma nel buio (Connelly)

Niente di nuovo..a parte ovviamente il nuovo episodio della saga di Bosh. Un detective in pensione che non riesce a dimenticare e a lasciare la sua ex attività. Attraverso ogni possibile sotterfugio si intrufola in casi “freddi” e non; sfruttando la sua abilità li risolve prontamente. Tutto pronto quindi per la nuova stagione della serie TV.. all’insegna del tipico format americano.

Una donna normale (Costantini)

Era da tempo che non mi capitava nelle mani un libro così, di quelli che non si riescono a lasciare, che hai bisogno di finire nel più breve tempo possibile..Oltre a questo un’altra piacevole sorpresa è stata la protagonista, Aba, la donna normale. Per una volta pensare al mondo delle spie con una prospettiva diversa da quella a cui siamo stati abituati, quindi niente donne avvenenti e maschi aitanti, ma una donna normale con marito e figli adolescenti alle prese con i problemi di tutti i giorni che cerca di conciliare tutto questo con la sua professione.. di spia.

La ricamatrice di Winchester (Chevalier)

Un libro delicato, ricco di sfumature. Una storia di altri tempi in cui i pregiudizi erano ancora più severi e devastanti per la vita delle persone. Per cui le scelte “controcorrente” non potevano essere prese a cuor leggero e rappresentavano delle vere e proprie sfide sociali. Un vero gioiello questo libro, proprio come i cuscini ricamati per la cattedrale!

Olive, ancora lei (Strout)

La prima parola che mi è venuta in mente dopo aver finito di leggere il libro è stata “tristezza”. Capisco che è logico e ragionevole considerato che la protagonista è una donna over ottanta e racconta come la sua vita sta cambiando anche a causa dell’invecchiamento, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista sociale. Per chi ha la fortuna (da valutare se lo è veramente) di mantenere la lucidità mentale è anche il momento in cui si “tirano le somme” della propria esistenza; credo sia difficile essere giudici imparziali delle proprie scelte.

“Quando si invecchia…si diventa invisibili. E’ la pura verità. Ed è una liberazione, in un certo senso…Non credo di saperlo spiegare bene. Ma si vive una vita pensando di essere qualcosa. Non dico in senso positivo, e nemmeno in senso negativo. Pensi di essere qualcosa e basta. E poi invece ti accorgi…che non sei più niente. Sei diventata invisibile, agli occhi di una cameriera dal deretano enorme. Ed è una liberazione.”

Quantum (Cornwell)

Anni fa ero un’appassionata lettrice dei libri della Cornwell ed ho seguito tutte le avventure della sua precedente eroina Kay Scarpetta. Per cui appena ho realizzato che aveva iniziato una nuova “serie” mi è sorta la curiosità di scoprire la novità..

A dire il vero di nuovo c’è molto poco. Perché l’ambiente è sempre quello del dipartimento di polizia dei servizi segreti con l’aggiunta di quello di ricerca della NASA. Tante armi, tanti morti, uno uno stato di tensione costante, molto americano …

Nero come la notte (Avoledo)

Ho conosciuto Avoledo con il suo libro d’esordio “L’elenco telefonico di Atlandide” e ho continuato a seguire la sua produzione in questi anni. Devo ammettere che non amo la fantascienza, anche se nei libri di Avoledo si parla di futuro prossimo e questo li rende ai miei occhi già più accettabili. A questo si aggiunge il fatto che quasi sempre le storie sono ambientate nel triveneto, zone che conosco molto bene, ed è sempre piacevole riconoscere luoghi ed ambientazioni.

Quello che mi ha colpito di più è la figura di Sergio Stokar, protagonista del libro, ex poliziotto caduto in disgrazia, dotato di grandi doti andate perse per vicissitudini varie, che mi ha richiamato alla mente un’altro grande detective dalle analoghe caratteristiche John Rebus di Jan Rankin.

Se volete approfondire https://sensazionidilettura.com/2019/11/24/la-casa-delle-bugie-ian-rankin/