108 metri (Prunetti)

“Io invece ho pensato che la carta mangiasse la forbice, ho puntato tutto sulle pagine stampate e sull’inchiostro. Un figlio d’operaio lo danno 35 a uno, se esce dal seminato della fabbrica. Ma io testardo, tarlato dall’ansia di sapere cosa ci fosse oltre le colonne di Gibilterra del cancello dell’Ilva, sono andato avanti, un passo alla volta allontanandomi pian piano dalle acciaierie.”

Uno spaccato della generazione degli anni 70-80, cresciuta nell’inizio del “post boom economico”, figli di chi ha vissuto la meraviglia dello sviluppo e delle opportunità senza fine, solo da cogliere. Ma che è stata brutalmente riportata alla realtà di un lavoro che non si trova più nonostante la laurea, dalla necessità di provare ad andare all’estero alla ricerca di quelle opportunità che non ci sono a casa propria. Esperienze estere che non sono sempre e proprio quelle dei cervelli in fuga..

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