..E venne chiamata due cuori (Morgan)

Mi sono imbattuta per caso in questo libro in un corso di conversazione di inglese, dove veniva usato come testo. Leggendo mi sono appassionata e lo trovo incredibile e fantastico. Di estrema attualità visto che proprio in questi mesi sta nascendo una sempre maggiore consapevolezza della necessità di vivere nel rispetto della natura e del sistema mondo nella sua interezza. Ma non si tratta solo di rispetto per l’ambiente, ma anche rispetto per se stessi e riscoperta di valori che sono andati persi nel passaggio ad una vita basata sul consumismo spinto. Non so se la tribù di aborigeni in cui la protagonista racconta di aver vissuto esista veramente, ma in ogni caso ciò che racconta conduce inevitabilmente ad una profonda riflessione.

“…we journey a strait path in Oneness. Mutants have many beliefs; they say your way is different from my way, your savior is not my savior, your forever is not my forever. But the truth is, all life is one life. There is only one game in progress. There is one race, many different shades..Truth is truth. If you hart someone, you hart self. If you help someone you help self..” “seguiamo un sentiero stretto nell’Unità. I mutanti hanno molte credenze; dicono che la tua via è diversa dalla mia via, il tuo salvatore non è il mio salvatore, il tuo per sempre non è il mio per sempre. Ma la verità è che la vita è una. C’è solo una partita in corso. C’è una razza, molte sfumature diverse … La verità è verità. Se fai male a qualcuno, ti fai male. Se aiuti qualcuno, aiuti te stesso”

“I could think of no greater way to honor the purpose of Christmas than the way the Real People tribe live their lives. They celebrate no holydays in our yearly manner. They do honor each tribe member sometime throughout the year, not on a specific birthday, but rather to acknowledge the person’s talent, contribution to the community, personal spiritual growth. They do not celebrate getting older; what they do celebrate is becoming better.” “Non potrei pensare a un modo migliore di onorare il senso del Natale rispetto al modo in cui la tribù dei Real People vive la sua vita. Non celebrano le festività nel nostro modo annuale. Fanno onore a ogni membro della tribù durante l’anno, non in un giorno specifico, ma piuttosto per riconoscere il talento della persona, il contributo alla comunità, la crescita spirituale personale. Non celebrano l’invecchiamento; quello che celebrano è il diventare migliore.”

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