Cambiare l’acqua ai fiori (Perrin)

L’ambientazione è sicuramente destabilizzante e per noi anche inconsueta perché nei nostri cimiteri non esiste un custode. Ma questo luogo dà una prospettiva particolare alle vicende della vita e della morte. Si vedono le persone che arrivano perché muoiono, ma anche quelle che accompagnano, quelle che tornano per elaborare il lutto, quelle che non ci riescono, quelle che si ricongiungono.

In questo libro c’è la storia della protagonista Violette (la custode) che si sviluppa in queste pagine, ma seppur apprezzandola ho preferito sottolineare l’aspetto più ampio legato alle storie di tutti e forse anche voi leggendolo vi riconoscerete in uno di quei personaggi che frequentano i cimiteri..

“La vita è come una staffetta Violette. Passi il testimone a qualcuno che lo prende e a sua volta lo passa a qualcun altro. Io l’ho passato a te e tu un giorno lo ripasserai”

“Quando morirò non ci sarà nessuno a piangermi, non lascerò il dispiacere dietro di me, e me ne andrò leggero, liberato dal peso delle loro vite. Solo gli egoisti tremano per la loro morte, gli altri tremano per quelli che lasciano.”

“Sarai per sempre tutti i miei amori, il primo, il secondo, il decimo e l’ultimo. Sarai per sempre i miei ricordi più belli, le mie grandi speranze…”

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