La vita gioca con me (Grossman)

Spesso quando leggo un libro sottolineo delle frasi, evidenzio dei brani che mi hanno particolarmente colpito e poi, a volte, li condivido con voi. Questa volta non l’ho fatto, ma non perché non c’è stato nulla che mi ha colpito, avrei dovuto sottolineare tutto..Non è possibile definirlo un bel libro per il dolore che contiene e che traspare da ogni singola pagina, ma è una storia così intensa, così vera, così drammaticamente invidiabile che non potete non leggerla!

Il colibrì (Veronesi)

Ho sempre pensato alla vita come ad un divenire ed ho sempre diffidato di quelli che ritengono di non cambiare. Marco, il protagonista, è il punto di riferimento di questo romanzo e vuole rimanere fino alla fine coerente, nonostante tutto ciò che gli accade. E’ un libro intensissimo, scritto molto bene, assolutamente da leggere..

Via del Riscatto (Venezia)

Spumeggiante mi sembra l’aggettivo giusto per definire Imma Tataranni, la protagonista di questo libro. Quindi iniziare l’anno di letture con lei è appropriato..Probabilmente molti di voi l’avranno già conosciuta attraverso la serie tv che è stata recentemente trasmessa, ( se non l’avete vista ve la consiglio) e questo libro è la continuazione delle sue indagini. Qualcuno l’ha definita la versione femminile del Commissario Montalbano, ma non sono d’accordo: è un personaggio assolutamente originale e gradevolissimo, disarmante a volte, ma proprio per questo è impossibile non apprezzarlo!

Il filo infinito (Rumiz)

Un libro scritto con passione, con il desiderio di convincere della necessità e della bontà di avere e di mantenere l’Europa senza confini e aperta. Una scrittura magistrale, a tratti poetica, ricca di immagini e suggestioni.

“Ma le immagini sono poca cosa in confronto ai suoni. Nei viaggi i suoni si mettono in fila come in una partitura, una sequenza che ridisegna il filo della strada…Se un giorno tornerò per quella strada a oriente di San Nicola di Bari, attraverso i Balcani e Anatolia, non mi porterò macchine fotografiche, ma qualcosa per fermare le voci. Vento, mormorio, rimbombo, litania, è questo che fa unico il tuo viaggio. Questa è la matassa che riannoda i fili e collega a Gerusalemme i miei monasteri”

“Ci sono tanti tipi di silenzio. Quello spinoso dell’imbarazzo, quello della complicità che rende superflue le parole, quello punteggiato dei segnali d’allerta che esiste in natura, quello terribile delle lingue negate, come fu il tedesco in Alto Adige sotto il fascismo. E c’è il silenzio del vuoto: il silenzio di un’abbazia ridotta a un drappello di monaci. Ma ne esiste un altro ancora. Il più nobile. Quello che riassume gli altri suoni…Mentre le stelle facevano una curva lunga sulla Moschea della Roccia, gli uomini incappucciati in nero mi dissero di non far rumore mettendosi l’indice davanti a naso e bocca. Capii a quel punto che la tempesta di suoni uditi durante il viaggio aveva trovato nel silenzio il suo giusto finale.”

“Viaggiando l’ho capito: l’Europa la ama chi non ce l’ha. Non ho sentito nessun politico occidentale evocarla con la passione di una vecchia poverissima pastora ucraina di nome Ljuba incontrata nelle terre del Dnestr. O con l’entusiasmo della gente di Tiblisi in Georgia, una sera in teatro, durante l’esecuzione della Nona di Beethoven, quando tutto il pubblico si è alzato spontaneamente in piedi per cantare a voce piena, in lingua originale l’inno alla gioia. Impensabile a Roma, Berlino, Bruxelles.Come se il cuore del continente abitasse non dentro, ma fuori dall’Unione.”

In tempo di guerra (De Gregorio)

Ci sono libri che si leggono con facilità perché la scrittura scorre leggera, ti accompagna e ti senti appagato. Ci sono libri impegnativi dove ogni parola va colta per non perdere il senso dell’insieme. Poi ci sono i libri che non sai come definire, non hanno una scrittura leggera, non sono impegnativi…L’argomento è interessante e di forte attualità, ma non sono riuscita a trovare una chiave di lettura.

L'anno dei misteri (Vichi)

Avete presente quei momenti in cui vi accomodate nella poltrona che amate di più, con il fuoco acceso davanti, tutto il tempo a vostra disposizione, il telefono spento..Ecco questo è l’effetto che a me fa leggere un libro di Vichi della serie del commissario Bordelli. Mi piace molto il suo personaggio e molto anche quelli della combriccola che si ritrova periodicamente per le cene dei racconti, sono diventati quasi dei cari amici che mi fa piacere incontrare.

Il Party (Day)

Il ritmo di questo libro non è incalzante, come accade a volte in un thriller, ma è coinvolgente. Per me è stato come vedere uno spettacolo dal vivo, tanto reali sono i personaggi. E’ un romanzo pieno di rapporti personali conflittuali, di tanto amore ma anche di tanto dolore. Scritto in modo magistrale.

“E’ come inciampare in un sasso e rompersi una gamba. Alle volte l’intero corso della tua vita può mutare per un singolo secondo, perché quel singolo secondo non esiste isolato dal resto: è connesso a un’ infinita catena di minuti, giorni, settimane, mesi e anni che sono trascorsi prima. Ma è quel secondo sfasato che svela il tutto. Il punto smagliato che rovina lo scialle fatto ai ferri.”