Un posto sbagliato per morire (Tuzzi)

Lo definirei un libro per nostalgici. E’ ambientato nel 1981 e quindi non ci sono i cellulari e i computer sono ancora chiamati calcolatori, cosa che probabilmente farà rotolare dalle risate più di qualcuno, ma ahimè io ricordo molto bene. Viene in mente lo storico commissario Maigret come modalità di indagine, poca azione e tanta speculazione. Un libro piacevole da leggere in queste giornate autunnali..

Oltre ogni ragionevole dubbio (Caringella)

Affascinante scoprire cosa succede dietro le quinte di una corte d’appello, anche inquietante sapere che dover superare ogni ragionevole dubbio a volte porta all’assoluzione di presunti colpevoli. Umano, ma non meno toccante, realizzare che una decisione viene presa per stanchezza o per impegni pregressi inderogabili. E’ inevitabile che la vita personale di una persona influenzi quella lavorativa e viceversa, ma in alcuni casi il peso di questa influenza diventa significativamente diverso.

Il fiore della notte (Lieberman)

Ha tutti gli ingredienti del thriller e ti lascia col fiato sospeso fino quasi all’ultima pagina. Oltre a questo ha dei personaggi molto ben caratterizzati. Soprattutto Charles Watford, l’unico ad aver conosciuto personalmente il serial killer: è veramente stato costruito in modo magistrale. L’intero libro scorre piacevolmente e le oltre 400 pagine finiscono in un attimo, non perdetelo!

Lux (Marangoni)

Ho scoperto di amare i libri che sono in grado di suscitare in me colori, odori ed emozioni. In queste pagine potrete lasciarvi cullare dalle onde del Mediterraneo, scaldare dal suo sole ed inebriarvi con le erbe aromatiche..Gli ingredienti sono gli stessi di un romanzo, ma vengono miscelati sapientemente e il risultato, a saperlo cogliere, è qualcosa di diverso.

“Il paesaggio si aprì allora come un frutto tagliato di netto: l’isola era formata da due parti distinte, tenute insieme da uno stretto capriccio di terra qui e lì cosparso d’erba e pressoché invisibile dal mare..”

“..Avrebbe voluto chiedergli come si fa a scegliere un’isola, e come ci si ferma a costruire, nella vita, quando è viaggiare quello che sempre facciamo. Com’è che si fa a invecchiare senza morire di nostalgia…Se morire era difficile dopo una vita intera, o invece era uno scherzo come ripetevano sempre certi che però morti non erano..”

“Era felice, laggiù. Straniera ma mai estranea, e quando capitava che la serenità se ne andasse, era come il mare dalla sua finestra: le bastava vederla da lontano per sapere che era dietro l’angolo, e non si sarebbe mai allontanata troppo,”

I Goldbaum (Solomon)

Le saghe familiari sono una mia debolezza, mi affascinano le storie delle grandi dinastie familiari e chi mi segue lo sa…

Qui il personaggio è Greta Goldbaum che, secondo tradizione, viene fatta sposare ad un cugino di un altro ramo della famiglia inglese. Tenta qualche timido atto di ribellione, subito domato e poi si adegua alla sua sorte, non particolarmente misera.

Imperversa la prima guerra mondiale e anche l’impero dei Goldbaum subisce qualche scossone, soprattutto per l’origine ebrea della famiglia ,ma ne uscirà quasi indenne.

Pizzica amara (Genisi)

Ho fatto conoscenza con Chicca Lopez, protagonista di questa indagine ambientata nel Salento. Fa parte della nutrita schiera delle agguerrite detective che popolano i più recenti libri e serie tv. A volte estremamente seduttive, altre volte, come in questo caso, fin troppo tese a voler dissimulare l’appartenenza al genere femminile. Più amate dalle donne o dagli uomini? Domanda dalla difficile risposta.. a me personalmente, di solito, piacciono.

Ma torniamo al libro..Un viaggio nel mondo della magia e delle superstizioni, una specie di lato oscuro del Salento, in cui ho scoperto la vera origine delle notti della taranta che è molto lontana da quella che viene proposta ai turisti che frequentano d’estate le spiagge salentine. Da leggere!