Idda (Marzano)

Un libro che mi ha completamente spiazzato. Mi aspettavo di immergermi nei colori e nelle atmosfere calde ed accoglienti del meridione d’Italia, tra profumi e spezie, terre arse, ulivi, masserie e l’odore del mare ed invece mi sono trovata immersa in una storia completamente diversa. Di una vita che sta finendo dolcemente e che passa il testimone per l’inizio di una nuova, ma in una Parigi molto meno calda ed accogliente del Salento.

«La dottoressa ha detto che l’unica frase che non scompare mai è “ti amo”; è quella che scelgono i suoi pazienti quando chiede loro di scrivere su un foglio la frase che preferiscono, anche se della propria esistenza non ricordano più nulla. È come se solo l’amore potesse ancora tenerli in vita»

Cose più grandi di noi (Scianna)

In questo libro , attraverso la storia di Margherita, si ricordano gli anni di piombo. Sono passati tanti anni, i ragazzi di oggi forse ne hanno sentito parlare a scuola, ma quelli della mia età ricordano molto bene. Non solo gli attentati e la paura, penso che quegli aspetti fossero più sentiti da chi in quegli anni era già adulto, chi, come me, era giovane ricorda altro. Ricorda la partecipazione politica, il fermento, le assemblee, i collettivi, i cortei, la sensazione di contare qualcosa, di poter fare qualcosa..Poi le cose sono precipitate e hanno preso una strada diversa e per me sbagliata, ma credetemi chi ha vissuto i primi passi di quei movimenti difficilmente potrà dimenticare e spero mai rinnegare.

Se fosse tuo figlio (Govoni)

Parlare di questo libro tocca le corde più sensibili della mia anima. Provo una profonda empatia per le persone che per qualsiasi motivo sono indotte a lasciare il proprio paese, la propria famiglia e cercano fortuna in un altrove.

Si tratta di un libro di denuncia di una situazione che progressivamente sta diventando insostenibile e che vede impegnate sul campo molte organizzazioni internazionali e semplici volontari.

Non posso e non voglio prendere posizione, auguro a tutti gli Hammudi degli hotspot “buona vita”

Avviso di chiamata (Ephron)

Io lo so, me lo ripeto spesso e ci ricasco ogni volta. NON DEVO LEGGERE SCRITTORI AMERICANI, semplicemente non li capisco, i loro libri sono privi di una qualsivoglia trama, storia, sembrano gli appunti di uno psicoterapeuta o il resoconto di incubi ricorrenti.

I temi trattati sono delicati e partono dall’infanzia delle tre sorelle che fanno squadra di fronte ai litigi dei genitori. Si arriva fino alla vecchiaia degli stessi e dovranno di nuovo fare squadra per fronteggiare la demenza del padre. La fatica sta nella scrittura ostica, mai scorrevole, disseminata da divagazioni fuori contesto difficilmente comprensibili.

Al Tayar (Vattani)

A volte la scelta di quale libro leggere dipende dalla copertina, a volte da una recensione, una dritta di un amico che te lo ha consigliato, qualche pagina rubata sullo scaffale di una libreria..Poi lo inizi e può succedere la magia!

Quella per cui ogni pagina letta è una scoperta non solo di una storia, ma anche di una atmosfera, quella che ti fa venire voglia di riempire una sacca e di partire per il Cairo anche se proprio non è il momento migliore. Ecco questo è Al Tayar, una strana storia di una discutibile clinica per trapianti di reni per stranieri in Egitto. Un libro da non perdere!

“Anche Nawal sta guardando gli aquiloni. Il riflesso del tramonto sulla sua pelle la fa sembrare ancora più liscia e ambrata. Resto incantato dalla bellezza del suo profilo, dal suo naso, dal suo labbro superiore leggermente rialzato, dalle sue sopracciglia nere che mi raccontano una storia che non è la mia, ma che è incisa nelle mura medievali che ci circondano, sulla sponda opposta del mio mare, dove il nome di Saladino non ha nulla di inquietante, perché anzi significa giustizia e fede, e la sua aquila è quella della bandiera nazionale”

Persone normali (Sally Rooney)

Credo sia capitato a tutti di trovarsi in quelle brutte situazioni in cui vieni giudicato non per quello che sei, ma per la famiglia, classe sociale, paese, città, nazione, razza a cui appartieni. E’ una sensazione di profonda umiliazione che difficilmente si dimentica. Una lezione di vita da non augurare a nessuno, ma che insegna ad accettare gli altri.

Questo bel libro ci racconta la storia di due adolescenti nella loro cittadina e poi nella città universitaria. La popolarità dei due ragazzi cambia radicalmente al cambiare delle condizioni di contorno, storie di tutti i giorni, storie di persone normali.

Ogni riferimento è puramente casuale (Manzini)

Manzini l’ho conosciuto ed amato per il suo personaggio più famoso “Schiavone” e non mi perdo nessuna delle sue avventure. Ma ho imparato ad apprezzarlo anche quando scrive di argomenti diversi.

Per i non addetti ai lavori, come me, il mondo dell’editoria appare come un luogo magico popolato di libri e scrittori in cui sarebbe bellissimo vivere e anche lavorare. Dopo aver letto questo libro, scritto con molta ironia e leggerezza, l’immagine non è più così fatata, ma mi consolo con il fatto di aver letto un gran bel libro..