La misura del tempo (Carofiglio)

E’ tornato l’avvocato Guerrieri e con rinnovato piacere ho trascorso qualche ora in sua compagnia. Anche lui è invecchiato e si compiace di circondarsi di gente giovane nel suo studio, forse per non sentirne troppo il peso, continua le sue passeggiate mattutine e le sue conversazioni con il sacco di allenamento da boxe..Ma a volte anche il passato ritorna e in questo caso succede con Lorenza, che chiede il suo aiuto professionale per il figlio. Le vicende processuali e i ricordi personali si intrecciano durante tutto il libro rendendolo più completo e interessante.

“Quando incontri dopo tanto tempo una persona con la quale hai condiviso un pezzo di vita, della quale hai addirittura creduto di essere innamorato, è inevitabile che ti sembra diversa. E’ cambiata, come cambiamo tutti, e questo ti appare normale. Poi, a volte, se osservi con attenzione, se non distogli lo sguardo, ti rendi conto con sgomento che quella persona non è diversa. E’ la stessa, almeno nei tratti sostanziali. Era nel passato che ti era sembrata diversa. Proiettavi su di lei i tuoi desideri, le tue aspirazioni e i tuoi bisogni. In un certo senso te l’eri inventata, l’avevi creata, ti eri raccontato una bugia complessa, articolata e difficile, molto difficile da svelare.”

“..certi luoghi della città mi fanno sentire nostalgia per lo stupore. Essere storditi dalla forza di qualcosa. Mi piacerebbe tanto, se capitasse di nuovo. Forse potrebbe essere proprio lo stupore – se fossimo capaci di impararlo – l’antidoto al tempo che accelera in questo modo insopportabile. Il tempo è molto più esteso per i giovani perché sperimentano in continuazione cose nuove..Il tempo scorre veloce quando si invecchia perché, di regola, si ripete sempre uguale. Le possibilità di scegliere si riducono, le vie sbarrate si moltiplicano, fino a quando tutto pare ridursi a un unico piccolo sentiero. Non hai voglia di pensare a dove conduce, quel sentiero, e questo produce un’anestesia della coscienza. Aiuta ad attutire la paura della morte, ma sbiadisce i colori.”

La casa delle bugie (Ian Rankin)

Rebus è in pensione, non in gran forma, ma in questa indagine tiene in mano le redini e, a modo suo, riesce a trovare una via di fuga in una situazione molto intricata. Un lascito di un’indagine del passato mal condotta proprio da lui e dai sui colleghi. Il libro è bello anche se a mio avviso, leggermente troppo lungo ed intricato, in certi momenti viene voglia di lasciar perdere..

Un posto sbagliato per morire (Tuzzi)

Lo definirei un libro per nostalgici. E’ ambientato nel 1981 e quindi non ci sono i cellulari e i computer sono ancora chiamati calcolatori, cosa che probabilmente farà rotolare dalle risate più di qualcuno, ma ahimè io ricordo molto bene. Viene in mente lo storico commissario Maigret come modalità di indagine, poca azione e tanta speculazione. Un libro piacevole da leggere in queste giornate autunnali..

Oltre ogni ragionevole dubbio (Caringella)

Affascinante scoprire cosa succede dietro le quinte di una corte d’appello, anche inquietante sapere che dover superare ogni ragionevole dubbio a volte porta all’assoluzione di presunti colpevoli. Umano, ma non meno toccante, realizzare che una decisione viene presa per stanchezza o per impegni pregressi inderogabili. E’ inevitabile che la vita personale di una persona influenzi quella lavorativa e viceversa, ma in alcuni casi il peso di questa influenza diventa significativamente diverso.

Pizzica amara (Genisi)

Ho fatto conoscenza con Chicca Lopez, protagonista di questa indagine ambientata nel Salento. Fa parte della nutrita schiera delle agguerrite detective che popolano i più recenti libri e serie tv. A volte estremamente seduttive, altre volte, come in questo caso, fin troppo tese a voler dissimulare l’appartenenza al genere femminile. Più amate dalle donne o dagli uomini? Domanda dalla difficile risposta.. a me personalmente, di solito, piacciono.

Ma torniamo al libro..Un viaggio nel mondo della magia e delle superstizioni, una specie di lato oscuro del Salento, in cui ho scoperto la vera origine delle notti della taranta che è molto lontana da quella che viene proposta ai turisti che frequentano d’estate le spiagge salentine. Da leggere!

Il cuoco dell’Alcyon (Camilleri)

Prima di tutto un pensiero per il Maestro, che in questi giorni sta affrontando la sfida più importante e un ringraziamento di cuore per le meravigliose pagine che ci ha regalato.

Un Montalbano triste ed invecchiato, che viene prima messo in ferie forzate, poi vede i suoi collaboratori Fazio e Mimì allontanati dal commissariato e Catarella assegnato ad un nuovo servizio. La sua reazione è tiepida, solo la brutta copia di quanto avrebbe fatto qualche anno prima..

Il tramonto di un protagonista, che cerca di imparare le ricette da Adelina in vista del pensionamento e che tristemente va a passeggiare fino al molo, luogo di tante meditazioni assieme al granchio fedele.

Ma una carriera brillante non può finire così. Montalbano riuscirà a sparigliare le carte ancora una volta? Tutto da scoprire in questo piacevole libro..

La logica della lampara (Cassar Scalia)

La protagonista, il vicequestore Guarrasi, diventa sempre più personaggio. Entra nella nostra vita, quasi come un’amica che vorresti conoscere e con cui vorresti condividere le confidenze. Diventi curiosa non solo di sapere come risolverà il caso che ha per le mani, ma anche come andranno a finire i suoi tormenti amorosi..

“Tu cosa pensi sia giusto, nica mia? Perché questo comanda, nella vita: quello di cui hai bisogno tu per guardarti allo specchio e sapere che non hai nulla da rimproverarti. Che stai facendo tutto quello che puoi perché la tua vita sia il più possibile simile a come la vorresti. Precisa identica, amore mio, non potrà essere mai. E la maggior parte delle volte non dipenderà da te.”