Riccardino (Camilleri)

Non avrei mai potuto mancare l’appuntamento finale con il Commissario Montalbano, che ho seguito dagli esordi e che ho amato intensamente…Nonostante le preoccupazioni dell’Autore io non mi sono mai stancata della ripetitività delle situazioni, dei luoghi, delle storie. Anzi per me era sempre l’occasione per ritrovare ambientazioni, colori, odori di una Sicilia che proprio grazie a questi libri mi è entrata nel cuore.

Capisco la difficoltà di chiudere con un personaggio che forse ad un certo punto è diventato anche ingombrante tra la sua forma cartacea e quella della versione televisiva. Personaggi uguali, come interpreti delle storie, ma diversi fisicamente e, da un certo punto in poi, anche caratterialmente. Non voglio criticare uno scrittore che ho apprezzato non solo per i libri di Montalbano, ma anche per la sua produzione storica e narrativa, però dissento dalla sua scelta per porre fine a questo personaggio, non mi è sembrata all’altezza di tutto il resto e mi ha lasciato una grande amarezza..

Se volete …

Il metodo Catalanotti (Camilleri), La rete di protezione (Camilleri)

Una lettera per Sara (de Giovanni)

Un’altro episodio per Sara, questo strano nuovo personaggio di de Giovanni..Non sono ancora riuscita ad affezionarmi al trio composto da Sara ex appartenente ai Servizi, l’ispettore Pardo e Viola la fotografa free-lance, vessata dalla madre. A tratti mi sembrano le brutte copie dei personaggi dei precedenti libri (I bastardi di Pizzofalcone e il commissario Ricciardi). Lo stile è abbastanza simile anche in questa nuova serie, dove ampio spazio viene lasciato alle considerazioni intimistiche dei protagonisti e, come nei libri del commissario Ricciardi, prevale la componente melanconica e triste. Insomma non un gran libro, spero che i prossimi siano più accattivanti..

Se siete interessati alle puntate precedenti Sara al tramonto (De Giovanni)

La fiamma nel buio (Connelly)

Niente di nuovo..a parte ovviamente il nuovo episodio della saga di Bosh. Un detective in pensione che non riesce a dimenticare e a lasciare la sua ex attività. Attraverso ogni possibile sotterfugio si intrufola in casi “freddi” e non; sfruttando la sua abilità li risolve prontamente. Tutto pronto quindi per la nuova stagione della serie TV.. all’insegna del tipico format americano.

Una donna normale (Costantini)

Era da tempo che non mi capitava nelle mani un libro così, di quelli che non si riescono a lasciare, che hai bisogno di finire nel più breve tempo possibile..Oltre a questo un’altra piacevole sorpresa è stata la protagonista, Aba, la donna normale. Per una volta pensare al mondo delle spie con una prospettiva diversa da quella a cui siamo stati abituati, quindi niente donne avvenenti e maschi aitanti, ma una donna normale con marito e figli adolescenti alle prese con i problemi di tutti i giorni che cerca di conciliare tutto questo con la sua professione.. di spia.

I cerchi nell’acqua (Robecchi)

Quel “quid”, quel qualcosa in più che rende un libro speciale, che all’ultima pagina ti fa dire “che bello!”. Ecco questo libro è così.. non è solo un giallo, non è solo una trama interessante, è un insieme di narrato e di scrittura che coinvolge e affascina, non potete e non dovete perderlo!

“No. Il racconto del sovrintendente Ghezzi era un’altra cosa, pensa Carlo. Non una confessione, ma un rapporto, una corrispondenza da fuori, da «là fuori» che Carlo non può capire, che molti fingono non esista nemmeno. I dettagli che Ghezzi aveva infilato nel suo racconto, le luci, gli ambienti, le parole, parlavano di persone sconfitte per sempre, di distanze incolmabili. La realtà bruta, non addomesticabile, niente che si possa rendere migliore con le luci giuste, la buona recitazione, o peggio, la pietà. Quel sovrintendente di polizia, basso rango, quasi truppa, gli aveva ricordato un verso, un verso di un poeta:

Io so/Che un chiodo del mio stivale/E’ più raccapricciante della fantasia di Goethe!”

Ah l’amore l’amore (Manzini)

In questo libro il “caso” che il vice questore risolve con la sua squadra dal suo letto di degenza in ospedale non è particolarmente avvincente, è più interessante seguire la storia degli altri personaggi presenti, da cui deriva anche il titolo del libro stesso, proprio come se fosse una serie tv (probabilmente non è casuale).

Ho visto la versione televisiva dedicata a Rocco Schiavone e tratta dai precedenti libri di Manzini. Ne sono rimasta entusiasta, poche volte ho trovato così grande aderenza tra le pagine scritte e la trasposizione in video. Il protagonista, interpretato dall’attore Marco Giallini, è esattamente come me lo ero immaginato..

La promessa (Dürrenmatt)

Questo libro è una ripubblicazione di quello già uscito nel 1958 ed è stato utilizzato per produrre un film, ma io non l’avevo mai letto ed è stata una piacevole sorpresa. Appassionante per la trama e al tempo stesso inquietante per i risvolti psicologici. Evidenzia come la mente umana possa a volte portare a comportamenti devianti inaspettatamente e soprattutto da parte di persone apparentemente ‘assolutamente normali’.

Via del Riscatto (Venezia)

Spumeggiante mi sembra l’aggettivo giusto per definire Imma Tataranni, la protagonista di questo libro. Quindi iniziare l’anno di letture con lei è appropriato..Probabilmente molti di voi l’avranno già conosciuta attraverso la serie tv che è stata recentemente trasmessa, ( se non l’avete vista ve la consiglio) e questo libro è la continuazione delle sue indagini. Qualcuno l’ha definita la versione femminile del Commissario Montalbano, ma non sono d’accordo: è un personaggio assolutamente originale e gradevolissimo, disarmante a volte, ma proprio per questo è impossibile non apprezzarlo!

L’anno dei misteri (Vichi)

Avete presente quei momenti in cui vi accomodate nella poltrona che amate di più, con il fuoco acceso davanti, tutto il tempo a vostra disposizione, il telefono spento..Ecco questo è l’effetto che a me fa leggere un libro di Vichi della serie del commissario Bordelli. Mi piace molto il suo personaggio e molto anche quelli della combriccola che si ritrova periodicamente per le cene dei racconti, sono diventati quasi dei cari amici che mi fa piacere incontrare.