I cerchi nell’acqua (Robecchi)

Quel “quid”, quel qualcosa in più che rende un libro speciale, che all’ultima pagina ti fa dire “che bello!”. Ecco questo libro è così.. non è solo un giallo, non è solo una trama interessante, è un insieme di narrato e di scrittura che coinvolge e affascina, non potete e non dovete perderlo!

“No. Il racconto del sovrintendente Ghezzi era un’altra cosa, pensa Carlo. Non una confessione, ma un rapporto, una corrispondenza da fuori, da «là fuori» che Carlo non può capire, che molti fingono non esista nemmeno. I dettagli che Ghezzi aveva infilato nel suo racconto, le luci, gli ambienti, le parole, parlavano di persone sconfitte per sempre, di distanze incolmabili. La realtà bruta, non addomesticabile, niente che si possa rendere migliore con le luci giuste, la buona recitazione, o peggio, la pietà. Quel sovrintendente di polizia, basso rango, quasi truppa, gli aveva ricordato un verso, un verso di un poeta:

Io so/Che un chiodo del mio stivale/E’ più raccapricciante della fantasia di Goethe!”

Ah l’amore l’amore (Manzini)

In questo libro il “caso” che il vice questore risolve con la sua squadra dal suo letto di degenza in ospedale non è particolarmente avvincente, è più interessante seguire la storia degli altri personaggi presenti, da cui deriva anche il titolo del libro stesso, proprio come se fosse una serie tv (probabilmente non è casuale).

Ho visto la versione televisiva dedicata a Rocco Schiavone e tratta dai precedenti libri di Manzini. Ne sono rimasta entusiasta, poche volte ho trovato così grande aderenza tra le pagine scritte e la trasposizione in video. Il protagonista, interpretato dall’attore Marco Giallini, è esattamente come me lo ero immaginato..

La promessa (Dürrenmatt)

Questo libro è una ripubblicazione di quello già uscito nel 1958 ed è stato utilizzato per produrre un film, ma io non l’avevo mai letto ed è stata una piacevole sorpresa. Appassionante per la trama e al tempo stesso inquietante per i risvolti psicologici. Evidenzia come la mente umana possa a volte portare a comportamenti devianti inaspettatamente e soprattutto da parte di persone apparentemente ‘assolutamente normali’.

Via del Riscatto (Venezia)

Spumeggiante mi sembra l’aggettivo giusto per definire Imma Tataranni, la protagonista di questo libro. Quindi iniziare l’anno di letture con lei è appropriato..Probabilmente molti di voi l’avranno già conosciuta attraverso la serie tv che è stata recentemente trasmessa, ( se non l’avete vista ve la consiglio) e questo libro è la continuazione delle sue indagini. Qualcuno l’ha definita la versione femminile del Commissario Montalbano, ma non sono d’accordo: è un personaggio assolutamente originale e gradevolissimo, disarmante a volte, ma proprio per questo è impossibile non apprezzarlo!

L’anno dei misteri (Vichi)

Avete presente quei momenti in cui vi accomodate nella poltrona che amate di più, con il fuoco acceso davanti, tutto il tempo a vostra disposizione, il telefono spento..Ecco questo è l’effetto che a me fa leggere un libro di Vichi della serie del commissario Bordelli. Mi piace molto il suo personaggio e molto anche quelli della combriccola che si ritrova periodicamente per le cene dei racconti, sono diventati quasi dei cari amici che mi fa piacere incontrare.

La misura del tempo (Carofiglio)

E’ tornato l’avvocato Guerrieri e con rinnovato piacere ho trascorso qualche ora in sua compagnia. Anche lui è invecchiato e si compiace di circondarsi di gente giovane nel suo studio, forse per non sentirne troppo il peso, continua le sue passeggiate mattutine e le sue conversazioni con il sacco di allenamento da boxe..Ma a volte anche il passato ritorna e in questo caso succede con Lorenza, che chiede il suo aiuto professionale per il figlio. Le vicende processuali e i ricordi personali si intrecciano durante tutto il libro rendendolo più completo e interessante.

“Quando incontri dopo tanto tempo una persona con la quale hai condiviso un pezzo di vita, della quale hai addirittura creduto di essere innamorato, è inevitabile che ti sembra diversa. E’ cambiata, come cambiamo tutti, e questo ti appare normale. Poi, a volte, se osservi con attenzione, se non distogli lo sguardo, ti rendi conto con sgomento che quella persona non è diversa. E’ la stessa, almeno nei tratti sostanziali. Era nel passato che ti era sembrata diversa. Proiettavi su di lei i tuoi desideri, le tue aspirazioni e i tuoi bisogni. In un certo senso te l’eri inventata, l’avevi creata, ti eri raccontato una bugia complessa, articolata e difficile, molto difficile da svelare.”

“..certi luoghi della città mi fanno sentire nostalgia per lo stupore. Essere storditi dalla forza di qualcosa. Mi piacerebbe tanto, se capitasse di nuovo. Forse potrebbe essere proprio lo stupore – se fossimo capaci di impararlo – l’antidoto al tempo che accelera in questo modo insopportabile. Il tempo è molto più esteso per i giovani perché sperimentano in continuazione cose nuove..Il tempo scorre veloce quando si invecchia perché, di regola, si ripete sempre uguale. Le possibilità di scegliere si riducono, le vie sbarrate si moltiplicano, fino a quando tutto pare ridursi a un unico piccolo sentiero. Non hai voglia di pensare a dove conduce, quel sentiero, e questo produce un’anestesia della coscienza. Aiuta ad attutire la paura della morte, ma sbiadisce i colori.”