Fiore di roccia (Tuti)

Ecco è arrivato.. Il libro che aspetti e speri di trovare ogni volta che ne cominci uno. Quello che riesce a toccare i sentimenti più profondi, che ti fa piangere, ma che non puoi che definire “bellissimo”. E’ una storia dura, come lo sono state le persone a cui è dedicata, le portatrici carniche, scolpite nella roccia delle loro montagne. Montagne bellissime, ma povere; lo sono sempre state e in qualche modo lo sono ancora oggi. Abitate da gente di poche parole, come di solito è chi abita la montagna e dialoga più con la natura che con gli essere umani. La scrittura di questo libro è intensa e delicata allo stesso tempo, testimonia coinvolgimento personale e rispetto nei confronti dei protagonisti di questa parte della storia del primo conflitto mondiale.

“Non avere paura, e non ne avrò nemmeno io, mi dicevi quando ero piccola. Allora per tenerti al sicuro mi fingevo forte e alla fine lo diventavo davvero..Quello del tuo cuore è l’ultimo battito di una famiglia, con te il “noi” si estingue, resta solo questo “io”, un pezzo troppo piccolo per costruirci qualcosa…Te ne vai con la gentilezza con cui hai vissuto, in un alba rosea che filtra tra le nubi e sparge cristalli, nel silenzio solenne delle foreste. Ti bacio per l’ultima volta, non credo più agli arrivederci. Sei stato mio padre e sei diventato mio figlio, avverto uno strappo all’altezza del ventre. Grazie per la vita che mi hai dato. E non avere paura. Non ne avrò nemmeno io.”

“La nostra capacità di bastare a noi stesse non ci è stata riconosciuta, né concessa. L’abbiamo tessuta con la fatica e il sacrificio, nel silenzio e nel dolore, da madre in figlia. Poggia su questi corpi meravigliosamente resistenti ed è a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Si nutre di spirito infuocato e iniziativa audace, vive di coraggio. Vive di altre donne. Siamo una trama di fili tesi gli uni sugli altri, forti perché vicini.”

Gelosia (Baresani)

Lui, lei, l’altra..una storia come tante, ma analizzata a fondo nel tentativo di capire le dinamiche che si nascondono dietro e che muovono i protagonisti. Ognuno di loro ha un progetto di vita, chi più a lunga scadenza, chi con una visibilità più limitata. Perseguendo il proprio progetto ognuno di loro calpesta quello degli altri e innesca sentimenti di rivalsa, di gelosia. Indipendentemente dallo sviluppo e dagli esiti della storia, in questo libro c’è una analisi lucida e spietata delle relazioni uomo – donna.

” Anche quei mariti avevano delle tresche, ma non avrebbero mai lasciato le mogli, che anzi servivano da paravento per non farsi incastrare da amanti piene di esigenze noiose e impraticabili: cene conviviali, weekend, shopping insieme, serate al cinema..La moglie rifugio che ti protegge dal fare stupidaggini.”

“E’ che sono belle, sono sexy, vanno in palestra, indossano biancheria intima raffinata, si curano di ogni dettaglio, dallo smalto sulle unghie dei piedi ai colpi di sole sui capelli..ma non sono interessanti per i loro mariti..i mariti le portano in giro, le baciano e stringono e accarezzano solo in pubblico, come un trofeo. Ma poi non sanno cosa dire quando sono con loro..”

“Non ho più entusiasmo, pensava, mi pare quasi una cosa da non fare. Antonio è troppo di famiglia. Lo sapevo, l’ho sempre saputo, ma ora è capitato anche a me: il tempo uccide ogni grande amore e lo trasforma in una famiglia, una cosa di genitori, nonni, zii, cugini, pratiche da sbrigare, medici, dentisti, hai pagato le tasse?”

“Aveva bisogno di darsi un valore, dopo essere stata socialmente uccisa da Antonio: al momento non aveva una propria identità, per tutti era solo l’amante sospetta, o solo la sua collaboratrice. Dio quanto lo odiava!”

La ricamatrice di Winchester (Chevalier)

Un libro delicato, ricco di sfumature. Una storia di altri tempi in cui i pregiudizi erano ancora più severi e devastanti per la vita delle persone. Per cui le scelte “controcorrente” non potevano essere prese a cuor leggero e rappresentavano delle vere e proprie sfide sociali. Un vero gioiello questo libro, proprio come i cuscini ricamati per la cattedrale!

Olive, ancora lei (Strout)

La prima parola che mi è venuta in mente dopo aver finito di leggere il libro è stata “tristezza”. Capisco che è logico e ragionevole considerato che la protagonista è una donna over ottanta e racconta come la sua vita sta cambiando anche a causa dell’invecchiamento, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista sociale. Per chi ha la fortuna (da valutare se lo è veramente) di mantenere la lucidità mentale è anche il momento in cui si “tirano le somme” della propria esistenza; credo sia difficile essere giudici imparziali delle proprie scelte.

“Quando si invecchia…si diventa invisibili. E’ la pura verità. Ed è una liberazione, in un certo senso…Non credo di saperlo spiegare bene. Ma si vive una vita pensando di essere qualcosa. Non dico in senso positivo, e nemmeno in senso negativo. Pensi di essere qualcosa e basta. E poi invece ti accorgi…che non sei più niente. Sei diventata invisibile, agli occhi di una cameriera dal deretano enorme. Ed è una liberazione.”

L’Amurusanza (Ranno)

Amo la Sicilia e quando mi trovo tra le mani un libro che è ambientato in quella terra non resisto alla tentazione di leggerlo. Mi piace immergermi nell’ atmosfera, negli odori e nei sapori di quella splendida regione..

In questo libro troverete storie di donne forti capaci di trovare il modo di reinventare la propria vita anche quando e dove non sembra esserci alcuna possibilità. La formula è quella di una fiaba con qualche aiuto anche di magia, ma a volte, con un pizzico di immaginazione, la magia può aiutare!

“«Ogni volta che mi sentivo più triste del solito» cominciò allora lei a spiegare ne appendevo uno» disse indicando i cristalli. Ugo li fissò affascinato. «Il primo fu per caso» riprese.«Era il pendente d’un lampadario trovato per strada. Lo lavai, lo sfregai con un panno e cominciò a brillare, lo misi sotto la luce e sfantasiò un bellissimo arcobaleno. Ero qui , sotto al lucernaio, quando vidi l’arcobaleno, e allora mi dissi che sarebbe stato bello tappezzarne la stanza, di arcobaleni, ma una tappezzeria mobile , come mobili sono i moti dell’anima.. »

per ulteriori suggestioni “siciliane” https://sensazionidilettura.com/2019/06/27/i-leoni-di-sicilia-la-saga-dei-florio-auci/

https://sensazionidilettura.com/2019/05/28/la-logica-della-lampara-cassar-scalia/

https://sensazionidilettura.com/2018/10/16/la-lunga-vita-di-marianna-ucria-maraini/

https://sensazionidilettura.com/2018/07/30/sabbia-nera-cassar-scalia/

Cose che si portano in viaggio (Durán)

In questo caso il titolo mi ha attirato come una calamita e sono stata assorbita da questa storia ambientata nella Berlino dell’Est prima della caduta del muro, giornate scandite da lunghe code davanti ai negozi per fare la spesa (vi ricorda niente?), sogni di una vita diversa al di là di quella barriera, alimentati da canzoni arrivate sottobanco e ascoltate fino alla nausea, vestiti immaginati come simbolo di libertà che poi improvvisamente arriva, ma non è come era stata immaginata!

“Vista dal di fuori, ero la stessa Katia di sempre che andava a lezione all’università. Ma sotto il cappotto, molti più strati di quelli che mettevo di solito per sopportare il freddo. E più rumore. Molto di più. Nella borsa che portai con me, la stilografica di nichel, il berretto russo, nol lo voglio più questo berretto, mi fa sentire molto anziana, aveva detto mamma, il distintivo del PCE che avevo rubato e una mela..”

“Piansi la mia morte di mio padre, al di là del muro, in completa solitudine, per anni. Quando qualcuno muore senza un funerale o una tomba, il lutto degli estranei dura ancora meno del solito. Chi non ha ricordi e non è stato davanti al corpo vuoto di espressione dimentica immediatamente che sei tu la figlia che aveva un padre, un uomo con un sogno, forse più di uno, pieno di passione e di rabbia, un uomo perennemente trafitto dall’assurda nostalgia di un posto che non esisteva più da nessuna parte..”

“Quante volte possono scontrarsi frontalmente due treni? Quante volte, perché una delle locomotive dica non ce la faccio più, se ci scontriamo ancora in me non resterà più niente contro cui potrai andare a sbattere? Perché c’era sempre qualcosa, dentro, nella pancia, nel cuore, lì a dirmi che io ormai avevo fatto la mia scelta, che avevo puntato tutto quello che avevo, destabilizzando la vita mia e la vita di quelli che mi volevano bene. E dunque questo sarebbe stato il mio castigo. Vivere senza terra. Come aveva fatto mia madre.”

La luce è là (Bazzi)

Se seguite queste mie riflessioni, sapete già della mia passione per le saghe familiari e questo libro è un’ulteriore piacevole occasione per immergersi nelle vicende della famiglia Ahrens, di origine tedesca e ebraica e trasferita a Palermo alla fine dell’ottocento.

Rispetto ad altri libri e romanzi ambientati in Sicilia, questo trasmette di meno la bellezza dell’isola, quasi lasciata a margine, spettatrice di una vita diversa vissuta dalla comunità tedesca che si era aggregata con i palermitani appartenenti alle fasce più agiate, che solo raramente aveva contatti con la popolazione.

Se, come me siete amanti del genere, ecco alcuni suggerimenti ad altri libri da non perdere..https://sensazionidilettura.com/2019/10/03/i-goldgbaum-solomon/https:/

/sensazionidilettura.com/2019/06/27/i-leoni-di-sicilia-la-saga-dei-florio-auci/

Lezioni di respiro (Tyler)

Non sempre la propria vita sembra sufficientemente piena di persone e di progetti validi per essere adeguatamente vissuta…Forse è quello che pensa Maggie quando manipola la vita degli altri secondo le proprie aspettative, per riempire le sue paure. In questo viaggio della memoria si evidenzia come più volte ha utilizzato questa strategia con persone forse ancora più fragili di lei. Un libro intenso, drammatico, triste.

La vita gioca con me (Grossman)

Spesso quando leggo un libro sottolineo delle frasi, evidenzio dei brani che mi hanno particolarmente colpito e poi, a volte, li condivido con voi. Questa volta non l’ho fatto, ma non perché non c’è stato nulla che mi ha colpito, avrei dovuto sottolineare tutto..Non è possibile definirlo un bel libro per il dolore che contiene e che traspare da ogni singola pagina, ma è una storia così intensa, così vera, così drammaticamente invidiabile che non potete non leggerla!

Il colibrì (Veronesi)

Ho sempre pensato alla vita come ad un divenire ed ho sempre diffidato di quelli che ritengono di non cambiare. Marco, il protagonista, è il punto di riferimento di questo romanzo e vuole rimanere fino alla fine coerente, nonostante tutto ciò che gli accade. E’ un libro intensissimo, scritto molto bene, assolutamente da leggere..