Il tempo di un lento (Sangiorgi)

L’inizio di questo libro è ingannevole, ci trasporta in un amore adolescenziale intenso, puro, forte, come solo a quell’età è possibile vivere. Con i suoi “per sempre” assoluti e convinti, privi di quell’esperienza di vita che poi relativizza tutto e rende ognuno di noi molto più cinico e razionale. Ma da quell’esperienza nasce anche per il protagonista l’inaspettata opportunità di una scelta di vita completamente diversa che lui sa cogliere e sviluppare anche se con un prezzo molto alto da pagare dal punto di vista dei legami personali..

“Ho tenuto gli occhi stretti e ho visto la mia vita in un soffio. Ho sentito le corde di nylon consumarsi sotto le mie dita di bimbo. Ho visto mio padre fare retromarcia in una strada senza ritorno e regalarmi la mia prima chitarra. Ho sentito il mare e mia madre urlarmi contro, l’una intimandomi di studiare e lasciar perdere, l’altro di nuotare fino in fondo. Ho contemplato la campagna intenta a riprendersi il suo posto tra le strade sterrate e quelle asfaltate, tra le case che non c’erano e quelle appena nate. Ho sollevato la puntina del mio giradischi e l’ho posata di nuovo sul cuore. Ho inchiodato gli occhi sui ricordi e ho rivisto tutto daccapo come se non fosse mai successo, e l’ho ricopiato a memoria sui grattacieli di questa città. Ho baciato di nuovo e ancora una volta per la prima volta. Ho pianto, per la prima volta. Ho amato, per l’ultima volta…”

Autobiografia di Petra Delicado (Gimènez Bartlett)

Per anni ho letto appassionatamente i libri che hanno narrato le indagini di Petra Delicado e del suo braccio destro. All’interno di questi racconti spesso ci sono stati dei riferimenti alla sua vita passata, ma ovviamente erano solo occasionali e marginali rispetto alla storia raccontata. Per cui ho accolto questa autobiografia con enorme piacere e curiosità. Ho scoperto una donna forte e coraggiosa che ama la vita e che vuole viverla ogni giorno al meglio, per quanto può offrire e alle sue condizioni.

“Un flirt non è il piatto che mangiamo per sfamarci ogni giorno, ne un manicaretto di uno chef che assaggiamo per curiosità. no è piuttosto il cioccolatino rubato mentre passiamo per la cucina, il sapore che conserviamo di un antico dolciume, la benedetta madeleine di Proust applicata al sesso e alla gioventù…”

“Non sei coerente, ecco una frase che detesto. Coerente con cosa? Con i principi della mia gioventù? Con quelli che mi sono creata strada facendo? Al diavolo! Mica siamo sempre di un pezzo! Cambiamo di continuo, ci modifichiamo senza sosta, e viviamo su un pianeta che viaggia a tutta velocità per l’universo. Non c’è nulla che possa fermare il mutamento, siamo sempre di passaggio.”

“L’amore non dura per sempre. Ci sono coppie che trovano dei motivi per rimanere assieme quando la passione se ne va e altre che non riescono a sostituirla con niente. Le prime vanno avanti, le altre si separano. Tutto il resto è chiacchiera…”

Le regole degli amanti (Selvetella)

Quando ho iniziato a leggere questo libro ho pensato che in fondo non era poi così difficile trovare la formula giusta per far durare una storia d’amore. Le regole stabilite e concordate non sembravano poi così improbabili e neanche impossibili da seguire. Ma poi c’è la vita . . . con i suoi imprevisti che si diverte a rovesciare il tavolo quando meno te lo aspetti e allora quello che sembra ovvio diventa impossibile, i silenzi si trasformano in sospetti, i sospetti in rancori e l’amore ‘lieve’ diventa di nuovamente ‘pesante’, ma è davvero sempre e comunque così?

” Ci deve essere un’altra possibilità, si dicono, un sistema normativo, un modello sociale, un protocollo di assunzione del rapporto amoroso tale da consumarlo senza spegnerlo mai, come la fiamma delle Vestali, un inganno alle stagioni simile alla rotazione di colture con la quale i contadini si garantiscono per sempre la generosità dei campi..”

“..i buoni compagni di viaggio si sentono sempre liberi. Se si incontra qualcuno che ci fa sentire così, è davvero una grande fortuna. Mi capitò con Iole, l’amante che ha realizzato molti dei miei desideri, per quello che ha fatto e per quello che è..”

“Gli amanti si appartengono, gli amanti si accudiscono, gli amanti sono pieni di ricordi, vividi e sfolgoranti come poche altre cose nella vita. Gli amanti progettano il futuro, costantemente; io l’ho fatto per anni, ho fantasticato, ho atteso, ho programmato. Gli amanti sono morbosamente curiosi, l’uno dell’altro. Io lo sono: avrei pagato, pagherei, per poter frugare nei cassetti di Sandro o per osservarlo durante un pranzo di famiglia..”

Piano nobile (Agnello Hornby)

Ho imparato ad amare la Sicilia attraverso i libri e questa autrice è stata tra quelle che più mi hanno avvicinata a questa splendida terra. Credo che lei abbia la Sicilia nell’anima e questo si percepisce mentre si leggono i suoi libri.. Non si tratta solo di descrizioni, ma anche di odori e sensazioni che riesce a trasmettere e che poi andando là effettivamente si trovano e si provano.

Questo libro è la storia di una saga familiare, narra della morte del barone Sorci e delle vicende dei suoi figli, ma come sempre in questo tipo di libri accanto e assieme alla storia della famiglia si può leggere la storia della città e della regione stessa.

Un gioco da ragazzi (Ruggeri)

In questo momento stiamo tutti vivendo un momento strano e complicato e abbiamo dovuto rinunciare a molti comportamenti che da sempre hanno accompagnato la nostra vita sociale. Sempre di più nei libri e nei film immagino e vedo spaccati di una realtà che non riconosco più, gente che si saluta tramite una stretta di mano, persone che si abbracciano, manifestazioni, concerti e mi chiedo se tutto questo rimarrà solo fissato nella memoria mia e di quanti come me hanno avuto la fortuna di vivere di quei momenti e forse, come me, non ne hanno saputo cogliere appieno la bellezza …

In questo libro siamo negli anni di piombo, periodo buio della storia italiana, visto attraverso gli occhi di due fratelli che fanno una scelta diametralmente opposta schierandosi l’uno con l’estrema destra e l’altro con l’estrema sinistra. Finiranno entrambi in esilio all’estero.. Ma non è importante tanto la singola vicenda quanto le motivazioni che possono spingere un adolescente verso una scelta, quelle che le mantengono vive, quelle che ad un certo punto possono spegnere qualsiasi impegno politico o dirottarlo verso altro o verso il nulla.

“Rimanere chiusi in una stanza in due, ciascuno con un libro in mano, in silenzio, può essere un meraviglioso quadro che mostra complicità o la triste rappresentazione di chi non ha più nulla da dirsi.

“Gli venne in mente una frase terribile di Aristotele Onassis che aveva letto da qualche parte: “Solo le persone senza affetti possono ritenersi veramente libere” ..”Sono tornato in Italia un paio di volte, ma non mi sono trovato più bene. Quando sei qui ti senti patriota, ti manca qualcosa, allora provi a fare il viaggio al contrario e ti accorgi che ormai sei fuori posto. E’ il destino di tutti gli espatriati, non sarò mai più un italiano ma non potrò mai dire di essere diventato un inglese..”

L’appello (D’Avenia)

Un libro molto bello che sta avendo tutto il successo che si merita. Scritto con quella convinzione che ti fa credere che certe cose possono succedere davvero e forse è proprio così, voglio credere che sia così. Voglio pensare che dei ragazzi di quinta superiore, anche se con vissuti importanti, possono avere un futuro e inseguire i loro sogni, se trovano delle persone che facciano capire loro la strada giusta, quella che ognuno di noi ha dentro.. La scuola e l’insegnamento dovrebbe servire a questo, andare oltre al trasferimento asettico di nozioni, permettere la conoscenza in senso lato anche di se stessi e del posto da occupare nel mondo.

“Ho sempre amato quel passo dell’Apocalisse che dice che quando moriremo ci verrà dato un sassolino bianco, che indica simbolicamente la verità, sul quale ci sarà scritto il nostro vero nome, quello con cui siamo da sempre conosciuti e amati.. perché al Padre non importa quanto siamo stati bravi, ma quanto siamo stati figli, con quel nome che lui ha scelto per noi e solo per noi. Solo così si è sempre vivi.. qualsiasi cosa succeda: se c’è qualcuno che non smette di dire il tuo nome con amore”

“Mai come da adolescente ho ascoltato a ripetizione la stessa canzone, come se nascondesse un segreto da decodificare o come se avesse sostituito le favole che da bambino volevo ascoltare una volta e un’altra ancora. Le canzoni che amiamo a 18 anni sono una specie di oracolo su chi siamo, su chi diventeremo, su chi non smetteremo mai di essere,”

Gli ultimi giorni di quiete (Manzini)

Sembra che questo libro sia stato ispirato da una storia vera ed è vero che a volte la realtà supera la finzione. Ma in fondo non è proprio così perché la realtà proviene dalle stesse persone che creano la finzione, siamo sempre noi umani che agiamo, che prendiamo le nostre decisioni, che soccombiamo di fronte ad un evento che ci sembra ingiusto…che troviamo poi la forza di ricominciare oppure no. Forse dipende dalla capacità di elaborare la perdita, il lutto, la delusione, forse dalla capacità di fare un sorriso alla vita, che continua nonostante tutto.

“L’aveva persa già allora, lo sapeva, ma sperava sempre che il tempo avrebbe aggiustato tutto. Che invece scorreva senza scalfire il dolore, inutile, come acqua su una cerata. Nora si era rifugiata in quel dolore silenzioso, lui aveva continuato la vita pensando solo al negozio e ad aggiustare la moto. Nessuno dei due aveva avuto il coraggio di parlare, di vomitare tutta la disperazione. Avrebbe aiutato?”

“Quando Pasquale si svegliò era mattina inoltrata. Aprì le serrande, c’era il sole, il mare era calmo, una giornata di primavera in mezzo all’autunno. Gli venne da sorridere. Si era sempre vergognato di provare momenti di felicità. Una giornata di sole come quella, una bella partita di calcio in televisione, una chiacchiera con un vecchio compagno di liceo, un libro che lo incollava alle pagine. Quella mattina la scomoda sensazione di non poter sorridere l’aveva abbandonato. Si può, certo che si può…E sorridere non era mancanza d’affetto, non era sporcare il ricordo di Corrado con una distrazione, era vita. Lui era vivo, e quella fortuna andava onorata.”

Un mondo a portata di mano (de Kerangal)

Con questo libro si entra nel mondo parallelo di chi lavora nel settore artistico, ma non è un artista di punta. Parlo di quelle centinaia, forse migliaia di ragazzi talentuosi sparsi per il mondo che si muovono con contratti dalla durata variabile e sfruttati all’inverosimile per la durata degli stessi. Per sopravvivere creano legami, a volte apparentemente forti, ma dettati dalla necessità, che si dissolvono alla fine dei contratti per ricominciare in un nuovo luogo con nuove persone …All’euforia iniziale subentra la sensazione di vuoto e la necessità di trovare un punto di riferimento, un luogo, una persona, un obiettivo per dare un senso alla propria vita.

“Quelli della categoria di Paula tendono a prendere tutto per paura di essere dimenticati, o cancellati se non sono disponibili, comprano da soli i biglietti aerei o ferroviari, mettono in conto alberghi low cost o monolocali ammobiliati che il turnover degli affittuari ha convertito in investimenti molto redditizi – camere funzionali dotate di wi-fi e armadi montati in fretta ma dove l’affitto viene aumentato per un canovaccio o una federa supplementare – e ricreano ovunque siano, nel giro di qualche ora, la cellula intima che abiteranno durante il loro soggiorno.”

“…lei non riesce a capire che la precarietà è ormai la condizione della sua esistenza e l’instabilità il suo modo di vita, ignora fino a che punto sia divenuta vulnerabile e non riconosce la sua solitudine. Certo, incontra delle persone, sì tante, la lista dei suoi contatti s’allunga sullo smartphone, la sua rete si infittisce ma, costretta in un rapporto economico in cui le si chiede di portare a termine un progetto in cambio di un salario da una parte, ingaggiata nei cantieri dall’altra, non costruisce relazioni durature, accumula le passioni di forte intensità che si accendono come fuochi di paglia senza lasciare traccia e si dissipano nel giro di poche settimane, calore e polvere.”

L’arte sconosciuta del volo (Fovanna)

Un libro che racconta una vita. Un episodio cruento dell’infanzia del protagonista Tobia che viene sommerso dagli eventi della vita e poi riemerge e fa nascere l’esigenza di chiarezza. Tornare ai luoghi dell’infanzia e risolvere, almeno dal punto di vista personale, i nodi rimasti consente una nuova ripartenza, senza la pesantezza di un passato troppo a lungo sopportata.

“C’è un tempo preciso, forse un istante, in cui d’improvviso ci si stanca di insistere. Ci si arrende e si dà accesso al nuovo, al futuro”

“Nessuno lo sa, chi l’ha provato non lo può raccontare. La vita che ti abbandona, con il suo bagaglio di desideri, slanci e passioni, la vita che ti saluta e non ritornerà…Quanto dura quell’istante in cui vedi scendere la fine? Quanto si dilata…Cosa pensi in quelle frazioni di secondo? A chi? Cos’altro speri, quando intuisci che il Tempo, il tuo certo, si ferma di colpo, come un treno contro un enorme masso..”

La ragazza della palude (Owens)

Vivere in una palude..credo che per la maggior parte di noi rappresenti quanto di peggio possa capitare, tra insetti, umidità, animali selvatici e quant’altro. Eppure Kya, la protagonista di questo libro vive proprio in una palude, inizialmente con tutta la famiglia, poi uno alla volta se ne vanno tutti e lei rimane da sola. Sopravvive grazie ad un grande determinazione e all’aiuto di poche persone che le sono amiche. Ma riesce incredibilmente a trovare nella natura che la circonda non solo quanto necessario per la sua vita, ma anche un lavoro, vista la sua profonda conoscenza delle piante e degli insetti che popolano la palude.

Un libro con contenuti importanti per quanto riguarda la discriminazione nei confronti di chi non può permettersi di vivere nel gruppo e uno sguardo sulla condizione femminile, sempre a rischio, ma in particolare nelle situazioni di degrado. Una storia di rivincita basata sullo studio e sulla passione, ma le ferite profonde fanno comunque fatica a rimarginarsi.

Ora devo mollare. Devo lasciarti andare.Troppo spesso l’amore è la risposta di chi resta. Troppo di rado la ragione di chi va. Mollo la cima e ti guardo scivolare via.”

“Guardiamo in faccia la realtà: l’amore non funziona quasi mai. Però anche quando va male ti permette di stare in relazione con gli altri e, in fin dei conti, le relazioni sono tutto ciò che abbiamo”