La ragazza della palude (Owens)

Vivere in una palude..credo che per la maggior parte di noi rappresenti quanto di peggio possa capitare, tra insetti, umidità, animali selvatici e quant’altro. Eppure Kya, la protagonista di questo libro vive proprio in una palude, inizialmente con tutta la famiglia, poi uno alla volta se ne vanno tutti e lei rimane da sola. Sopravvive grazie ad un grande determinazione e all’aiuto di poche persone che le sono amiche. Ma riesce incredibilmente a trovare nella natura che la circonda non solo quanto necessario per la sua vita, ma anche un lavoro, vista la sua profonda conoscenza delle piante e degli insetti che popolano la palude.

Un libro con contenuti importanti per quanto riguarda la discriminazione nei confronti di chi non può permettersi di vivere nel gruppo e uno sguardo sulla condizione femminile, sempre a rischio, ma in particolare nelle situazioni di degrado. Una storia di rivincita basata sullo studio e sulla passione, ma le ferite profonde fanno comunque fatica a rimarginarsi.

Ora devo mollare. Devo lasciarti andare.Troppo spesso l’amore è la risposta di chi resta. Troppo di rado la ragione di chi va. Mollo la cima e ti guardo scivolare via.”

“Guardiamo in faccia la realtà: l’amore non funziona quasi mai. Però anche quando va male ti permette di stare in relazione con gli altri e, in fin dei conti, le relazioni sono tutto ciò che abbiamo”

Prima di noi (Fontana)

La saga di una famiglia del popolo. E’ questa la differenza sostanziale tra questo libro e molti altri che di famiglie hanno scritto. Qui non ci sono palazzi e residenze estive, banchetti e visite di cortesia. C’è la vita, quella di tutti i giorni, la nostra, quella della nostra famiglia o della famiglia dei vicini di pianerottolo. Ripercorre, attraverso le vicissitudini, un secolo di storia recente e per chi, come me, non è più giovane, ricordi di un passato non lontano riaffiorano ed è facile identificarsi con alcuni momenti e personaggi . L’ho veramente apprezzato!

“..La sofferenza si conservava proprio come l’energia. I loro nonni, e in una certa misura i loro padri, avevano dovuto sopportare il dolore fisico, fame e freddo e povertà o comunque una qualche privazione; e ora che questo dolore era terminato, a loro spettava un destino di ferite interiori. Oh certo erano cose da poco. Nessuna guerra che meritasse di finire tra le pagine di un libro: solo una costante paura del futuro, e forse un altrettanto grande timore nel voltarsi, per rimanere pietrificati come in quella storia biblica, statue di sale, sotto il peso di quanto accaduto prima di loro, un cumulo insostenibile di morte e vita, ricchezza e spreco. “

“..Si sentiva come a vent’anni, il corpo intatto, pronto ad affrontare le terse acque del Friuli: e quale incomparabile gioia lasciare a riva libro e quaderno e gettarsi di colpo nell’azzurro. Circondato dagli alberi e dal greto sassoso, sotto un cielo spazzato via dalla luce d’agosto, avanzava a falcate contro le onde, spezzandole quasi fossero fogli di vetro sottilissimo: risaliva il corso per cento, duecento metri senza mollare – finché stanco, come era stanco adesso, non restava con le braccia aperte e la schiena a filo d’acqua, gli occhi inondati dal sole: lasciando che il torrente amico lo trascinasse dove volesse, altrove, altrove, sempre altrove.”

L’invenzione di noi due (Bussola)

La storia comune, fin troppo, di un amore che finisce con l’idea -“l’invenzione” – di uno dei due di aver trovato il modo di riavvolgere lo scorrere del tempo per ritrovare la freschezza e l’entusiasmo dell’inizio. Un libro tormentato dove tutto si svolge nella finzione, mascherata da buoni propositi, ma sempre di finzione si tratta. Perché, forse, non è possibile tornare indietro nel tempo, neanche nel “tempo di una relazione”, troppe cose sono state dette, vissute, interiorizzate per poterlo fare. Per tutti e per ogni cosa esiste solo il presente ed il futuro.

“Troppo tardi imparai che, per chiunque di noi, è impossibile prendersi la responsabilità di un’altra vita, perché le crepe che si aprono nelle giunture dipendono dalla contiguità di due materiali differenti e le asperità, gli atriti, fanno parte della scommessa. Non possiamo che cercare di essere responsabili per noi stessi e sperare che basti.”

“Le donne lanciano cortine di segnali prima di allontanarsi, anche se questo non significa sempre che poi se ne andranno davvero. Magari resteranno a odiare in silenzio, rassegnandosi a una vita che non volevano, fino a quando non arriverà il momento. Visto che ami i vecchi detti te ne riporto uno:’Non temere mai una donna che si arrabbia, temi quella che sta zitta’”

“Il dono più grande che mi ha fatto la scrittura è proprio questo, stare ferma e aspettare. Scrivere un romanzo è come l’amore: l’ispirazione può avere la forma di una folgorazione iniziale, ma poi non procede per scatti brucianti, piuttosto si muove per passi lenti, sentieri tortuosi, e richiede una lunga, difficile fedeltà, mentre la storia man mano si viene formando”

Otto mesi a Ghazzah Street (Mantel)

La cultura araba mi affascina molto, mi attira e mi intimorisce nello stesso tempo. Questo libro è il punto di vista di una expat che si trova a Gedda, in Arabia Saudita, al seguito del marito ingegnere impegnato in un’impresa di costruzioni. L’impatto con il clima e con le abitudini, le limitazioni alla libertà personale, i contatti quasi esclusivamente con gli altri expats, le difficoltà con la lingua sembrano prevalere rispetto alla curiosità e alla volontà di capire e conoscere un paese così diverso. C’è anche una storia che si svolge, ma sembra quasi essere in secondo piano rispetto a tutto il resto.

“Era l’ora migliore per stare fuori: il cielo dorato e rosa polvere, le luci che si accendevano nelle strade della sera e i fruscii degli altoparlanti delle moschee, il lamento amplificato del muezzin..”

“L’architetto che aveva progettato il nuovo edificio del Ministero aveva avuto l’incarico di sovrastare tutti gli altri bizzarri e stupefacenti palazzi della moderna Gedda…Nell’immaginazione dell’architetto, il nuovo edificio appariva più leggero dell’aria che lo circondava; era un iceberg scintillante che svettava sui marciapiedi roventi e sulla giungla verde che lo avrebbe radicato alla terra…. All’imbrunire avrebbe avvampato contro l’orizzonte, terrore e portento, colonna coranica di fuoco”

I valori che contano (De Silva)

Una lettura piacevole, a tratti divertente. L’antieroe Malinconico è accattivante per le sue caratteristiche così lontane e in antitesi rispetto ai protagonisti soliti che riescono sempre e comunque a mantenere l’aplomb . Quindi piace e nella sua imperfezione sembra più vicino a noi comuni mortali a cui le cose non sempre vanno per il verso giusto e praticamente mai riusciamo a mantenere la disinvoltura e la sicurezza adeguata..

Fiore di roccia (Tuti)

Ecco è arrivato.. Il libro che aspetti e speri di trovare ogni volta che ne cominci uno. Quello che riesce a toccare i sentimenti più profondi, che ti fa piangere, ma che non puoi che definire “bellissimo”. E’ una storia dura, come lo sono state le persone a cui è dedicata, le portatrici carniche, scolpite nella roccia delle loro montagne. Montagne bellissime, ma povere; lo sono sempre state e in qualche modo lo sono ancora oggi. Abitate da gente di poche parole, come di solito è chi abita la montagna e dialoga più con la natura che con gli essere umani. La scrittura di questo libro è intensa e delicata allo stesso tempo, testimonia coinvolgimento personale e rispetto nei confronti dei protagonisti di questa parte della storia del primo conflitto mondiale.

“Non avere paura, e non ne avrò nemmeno io, mi dicevi quando ero piccola. Allora per tenerti al sicuro mi fingevo forte e alla fine lo diventavo davvero..Quello del tuo cuore è l’ultimo battito di una famiglia, con te il “noi” si estingue, resta solo questo “io”, un pezzo troppo piccolo per costruirci qualcosa…Te ne vai con la gentilezza con cui hai vissuto, in un alba rosea che filtra tra le nubi e sparge cristalli, nel silenzio solenne delle foreste. Ti bacio per l’ultima volta, non credo più agli arrivederci. Sei stato mio padre e sei diventato mio figlio, avverto uno strappo all’altezza del ventre. Grazie per la vita che mi hai dato. E non avere paura. Non ne avrò nemmeno io.”

“La nostra capacità di bastare a noi stesse non ci è stata riconosciuta, né concessa. L’abbiamo tessuta con la fatica e il sacrificio, nel silenzio e nel dolore, da madre in figlia. Poggia su questi corpi meravigliosamente resistenti ed è a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Si nutre di spirito infuocato e iniziativa audace, vive di coraggio. Vive di altre donne. Siamo una trama di fili tesi gli uni sugli altri, forti perché vicini.”

Gelosia (Baresani)

Lui, lei, l’altra..una storia come tante, ma analizzata a fondo nel tentativo di capire le dinamiche che si nascondono dietro e che muovono i protagonisti. Ognuno di loro ha un progetto di vita, chi più a lunga scadenza, chi con una visibilità più limitata. Perseguendo il proprio progetto ognuno di loro calpesta quello degli altri e innesca sentimenti di rivalsa, di gelosia. Indipendentemente dallo sviluppo e dagli esiti della storia, in questo libro c’è una analisi lucida e spietata delle relazioni uomo – donna.

” Anche quei mariti avevano delle tresche, ma non avrebbero mai lasciato le mogli, che anzi servivano da paravento per non farsi incastrare da amanti piene di esigenze noiose e impraticabili: cene conviviali, weekend, shopping insieme, serate al cinema..La moglie rifugio che ti protegge dal fare stupidaggini.”

“E’ che sono belle, sono sexy, vanno in palestra, indossano biancheria intima raffinata, si curano di ogni dettaglio, dallo smalto sulle unghie dei piedi ai colpi di sole sui capelli..ma non sono interessanti per i loro mariti..i mariti le portano in giro, le baciano e stringono e accarezzano solo in pubblico, come un trofeo. Ma poi non sanno cosa dire quando sono con loro..”

“Non ho più entusiasmo, pensava, mi pare quasi una cosa da non fare. Antonio è troppo di famiglia. Lo sapevo, l’ho sempre saputo, ma ora è capitato anche a me: il tempo uccide ogni grande amore e lo trasforma in una famiglia, una cosa di genitori, nonni, zii, cugini, pratiche da sbrigare, medici, dentisti, hai pagato le tasse?”

“Aveva bisogno di darsi un valore, dopo essere stata socialmente uccisa da Antonio: al momento non aveva una propria identità, per tutti era solo l’amante sospetta, o solo la sua collaboratrice. Dio quanto lo odiava!”

La ricamatrice di Winchester (Chevalier)

Un libro delicato, ricco di sfumature. Una storia di altri tempi in cui i pregiudizi erano ancora più severi e devastanti per la vita delle persone. Per cui le scelte “controcorrente” non potevano essere prese a cuor leggero e rappresentavano delle vere e proprie sfide sociali. Un vero gioiello questo libro, proprio come i cuscini ricamati per la cattedrale!

Olive, ancora lei (Strout)

La prima parola che mi è venuta in mente dopo aver finito di leggere il libro è stata “tristezza”. Capisco che è logico e ragionevole considerato che la protagonista è una donna over ottanta e racconta come la sua vita sta cambiando anche a causa dell’invecchiamento, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista sociale. Per chi ha la fortuna (da valutare se lo è veramente) di mantenere la lucidità mentale è anche il momento in cui si “tirano le somme” della propria esistenza; credo sia difficile essere giudici imparziali delle proprie scelte.

“Quando si invecchia…si diventa invisibili. E’ la pura verità. Ed è una liberazione, in un certo senso…Non credo di saperlo spiegare bene. Ma si vive una vita pensando di essere qualcosa. Non dico in senso positivo, e nemmeno in senso negativo. Pensi di essere qualcosa e basta. E poi invece ti accorgi…che non sei più niente. Sei diventata invisibile, agli occhi di una cameriera dal deretano enorme. Ed è una liberazione.”

L’Amurusanza (Ranno)

Amo la Sicilia e quando mi trovo tra le mani un libro che è ambientato in quella terra non resisto alla tentazione di leggerlo. Mi piace immergermi nell’ atmosfera, negli odori e nei sapori di quella splendida regione..

In questo libro troverete storie di donne forti capaci di trovare il modo di reinventare la propria vita anche quando e dove non sembra esserci alcuna possibilità. La formula è quella di una fiaba con qualche aiuto anche di magia, ma a volte, con un pizzico di immaginazione, la magia può aiutare!

“«Ogni volta che mi sentivo più triste del solito» cominciò allora lei a spiegare ne appendevo uno» disse indicando i cristalli. Ugo li fissò affascinato. «Il primo fu per caso» riprese.«Era il pendente d’un lampadario trovato per strada. Lo lavai, lo sfregai con un panno e cominciò a brillare, lo misi sotto la luce e sfantasiò un bellissimo arcobaleno. Ero qui , sotto al lucernaio, quando vidi l’arcobaleno, e allora mi dissi che sarebbe stato bello tappezzarne la stanza, di arcobaleni, ma una tappezzeria mobile , come mobili sono i moti dell’anima.. »

per ulteriori suggestioni “siciliane” https://sensazionidilettura.com/2019/06/27/i-leoni-di-sicilia-la-saga-dei-florio-auci/

https://sensazionidilettura.com/2019/05/28/la-logica-della-lampara-cassar-scalia/

https://sensazionidilettura.com/2018/10/16/la-lunga-vita-di-marianna-ucria-maraini/

https://sensazionidilettura.com/2018/07/30/sabbia-nera-cassar-scalia/