Lux (Marangoni)

Ho scoperto di amare i libri che sono in grado di suscitare in me colori, odori ed emozioni. In queste pagine potrete lasciarvi cullare dalle onde del Mediterraneo, scaldare dal suo sole ed inebriarvi con le erbe aromatiche..Gli ingredienti sono gli stessi di un romanzo, ma vengono miscelati sapientemente e il risultato, a saperlo cogliere, è qualcosa di diverso.

“Il paesaggio si aprì allora come un frutto tagliato di netto: l’isola era formata da due parti distinte, tenute insieme da uno stretto capriccio di terra qui e lì cosparso d’erba e pressoché invisibile dal mare..”

“..Avrebbe voluto chiedergli come si fa a scegliere un’isola, e come ci si ferma a costruire, nella vita, quando è viaggiare quello che sempre facciamo. Com’è che si fa a invecchiare senza morire di nostalgia…Se morire era difficile dopo una vita intera, o invece era uno scherzo come ripetevano sempre certi che però morti non erano..”

“Era felice, laggiù. Straniera ma mai estranea, e quando capitava che la serenità se ne andasse, era come il mare dalla sua finestra: le bastava vederla da lontano per sapere che era dietro l’angolo, e non si sarebbe mai allontanata troppo,”

I Goldbaum (Solomon)

Le saghe familiari sono una mia debolezza, mi affascinano le storie delle grandi dinastie familiari e chi mi segue lo sa…

Qui il personaggio è Greta Goldbaum che, secondo tradizione, viene fatta sposare ad un cugino di un altro ramo della famiglia inglese. Tenta qualche timido atto di ribellione, subito domato e poi si adegua alla sua sorte, non particolarmente misera.

Imperversa la prima guerra mondiale e anche l’impero dei Goldbaum subisce qualche scossone, soprattutto per l’origine ebrea della famiglia ,ma ne uscirà quasi indenne.

Idda (Marzano)

Un libro che mi ha completamente spiazzato. Mi aspettavo di immergermi nei colori e nelle atmosfere calde ed accoglienti del meridione d’Italia, tra profumi e spezie, terre arse, ulivi, masserie e l’odore del mare ed invece mi sono trovata immersa in una storia completamente diversa. Di una vita che sta finendo dolcemente e che passa il testimone per l’inizio di una nuova, ma in una Parigi molto meno calda ed accogliente del Salento.

«La dottoressa ha detto che l’unica frase che non scompare mai è “ti amo”; è quella che scelgono i suoi pazienti quando chiede loro di scrivere su un foglio la frase che preferiscono, anche se della propria esistenza non ricordano più nulla. È come se solo l’amore potesse ancora tenerli in vita»

Cose più grandi di noi (Scianna)

In questo libro , attraverso la storia di Margherita, si ricordano gli anni di piombo. Sono passati tanti anni, i ragazzi di oggi forse ne hanno sentito parlare a scuola, ma quelli della mia età ricordano molto bene. Non solo gli attentati e la paura, penso che quegli aspetti fossero più sentiti da chi in quegli anni era già adulto, chi, come me, era giovane ricorda altro. Ricorda la partecipazione politica, il fermento, le assemblee, i collettivi, i cortei, la sensazione di contare qualcosa, di poter fare qualcosa..Poi le cose sono precipitate e hanno preso una strada diversa e per me sbagliata, ma credetemi chi ha vissuto i primi passi di quei movimenti difficilmente potrà dimenticare e spero mai rinnegare.

Avviso di chiamata (Ephron)

Io lo so, me lo ripeto spesso e ci ricasco ogni volta. NON DEVO LEGGERE SCRITTORI AMERICANI, semplicemente non li capisco, i loro libri sono privi di una qualsivoglia trama, storia, sembrano gli appunti di uno psicoterapeuta o il resoconto di incubi ricorrenti.

I temi trattati sono delicati e partono dall’infanzia delle tre sorelle che fanno squadra di fronte ai litigi dei genitori. Si arriva fino alla vecchiaia degli stessi e dovranno di nuovo fare squadra per fronteggiare la demenza del padre. La fatica sta nella scrittura ostica, mai scorrevole, disseminata da divagazioni fuori contesto difficilmente comprensibili.

Persone normali (Sally Rooney)

Credo sia capitato a tutti di trovarsi in quelle brutte situazioni in cui vieni giudicato non per quello che sei, ma per la famiglia, classe sociale, paese, città, nazione, razza a cui appartieni. E’ una sensazione di profonda umiliazione che difficilmente si dimentica. Una lezione di vita da non augurare a nessuno, ma che insegna ad accettare gli altri.

Questo bel libro ci racconta la storia di due adolescenti nella loro cittadina e poi nella città universitaria. La popolarità dei due ragazzi cambia radicalmente al cambiare delle condizioni di contorno, storie di tutti i giorni, storie di persone normali.

Ogni riferimento è puramente casuale (Manzini)

Manzini l’ho conosciuto ed amato per il suo personaggio più famoso “Schiavone” e non mi perdo nessuna delle sue avventure. Ma ho imparato ad apprezzarlo anche quando scrive di argomenti diversi.

Per i non addetti ai lavori, come me, il mondo dell’editoria appare come un luogo magico popolato di libri e scrittori in cui sarebbe bellissimo vivere e anche lavorare. Dopo aver letto questo libro, scritto con molta ironia e leggerezza, l’immagine non è più così fatata, ma mi consolo con il fatto di aver letto un gran bel libro..