Una lettera per Sara (de Giovanni)

Un’altro episodio per Sara, questo strano nuovo personaggio di de Giovanni..Non sono ancora riuscita ad affezionarmi al trio composto da Sara ex appartenente ai Servizi, l’ispettore Pardo e Viola la fotografa free-lance, vessata dalla madre. A tratti mi sembrano le brutte copie dei personaggi dei precedenti libri (I bastardi di Pizzofalcone e il commissario Ricciardi). Lo stile è abbastanza simile anche in questa nuova serie, dove ampio spazio viene lasciato alle considerazioni intimistiche dei protagonisti e, come nei libri del commissario Ricciardi, prevale la componente melanconica e triste. Insomma non un gran libro, spero che i prossimi siano più accattivanti..

Se siete interessati alle puntate precedenti Sara al tramonto (De Giovanni)

La fiamma nel buio (Connelly)

Niente di nuovo..a parte ovviamente il nuovo episodio della saga di Bosh. Un detective in pensione che non riesce a dimenticare e a lasciare la sua ex attività. Attraverso ogni possibile sotterfugio si intrufola in casi “freddi” e non; sfruttando la sua abilità li risolve prontamente. Tutto pronto quindi per la nuova stagione della serie TV.. all’insegna del tipico format americano.

Una donna normale (Costantini)

Era da tempo che non mi capitava nelle mani un libro così, di quelli che non si riescono a lasciare, che hai bisogno di finire nel più breve tempo possibile..Oltre a questo un’altra piacevole sorpresa è stata la protagonista, Aba, la donna normale. Per una volta pensare al mondo delle spie con una prospettiva diversa da quella a cui siamo stati abituati, quindi niente donne avvenenti e maschi aitanti, ma una donna normale con marito e figli adolescenti alle prese con i problemi di tutti i giorni che cerca di conciliare tutto questo con la sua professione.. di spia.

La ricamatrice di Winchester (Chevalier)

Un libro delicato, ricco di sfumature. Una storia di altri tempi in cui i pregiudizi erano ancora più severi e devastanti per la vita delle persone. Per cui le scelte “controcorrente” non potevano essere prese a cuor leggero e rappresentavano delle vere e proprie sfide sociali. Un vero gioiello questo libro, proprio come i cuscini ricamati per la cattedrale!

Olive, ancora lei (Strout)

La prima parola che mi è venuta in mente dopo aver finito di leggere il libro è stata “tristezza”. Capisco che è logico e ragionevole considerato che la protagonista è una donna over ottanta e racconta come la sua vita sta cambiando anche a causa dell’invecchiamento, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista sociale. Per chi ha la fortuna (da valutare se lo è veramente) di mantenere la lucidità mentale è anche il momento in cui si “tirano le somme” della propria esistenza; credo sia difficile essere giudici imparziali delle proprie scelte.

“Quando si invecchia…si diventa invisibili. E’ la pura verità. Ed è una liberazione, in un certo senso…Non credo di saperlo spiegare bene. Ma si vive una vita pensando di essere qualcosa. Non dico in senso positivo, e nemmeno in senso negativo. Pensi di essere qualcosa e basta. E poi invece ti accorgi…che non sei più niente. Sei diventata invisibile, agli occhi di una cameriera dal deretano enorme. Ed è una liberazione.”

Quantum (Cornwell)

Anni fa ero un’appassionata lettrice dei libri della Cornwell ed ho seguito tutte le avventure della sua precedente eroina Kay Scarpetta. Per cui appena ho realizzato che aveva iniziato una nuova “serie” mi è sorta la curiosità di scoprire la novità..

A dire il vero di nuovo c’è molto poco. Perché l’ambiente è sempre quello del dipartimento di polizia dei servizi segreti con l’aggiunta di quello di ricerca della NASA. Tante armi, tanti morti, uno uno stato di tensione costante, molto americano …

Nero come la notte (Avoledo)

Ho conosciuto Avoledo con il suo libro d’esordio “L’elenco telefonico di Atlandide” e ho continuato a seguire la sua produzione in questi anni. Devo ammettere che non amo la fantascienza, anche se nei libri di Avoledo si parla di futuro prossimo e questo li rende ai miei occhi già più accettabili. A questo si aggiunge il fatto che quasi sempre le storie sono ambientate nel triveneto, zone che conosco molto bene, ed è sempre piacevole riconoscere luoghi ed ambientazioni.

Quello che mi ha colpito di più è la figura di Sergio Stokar, protagonista del libro, ex poliziotto caduto in disgrazia, dotato di grandi doti andate perse per vicissitudini varie, che mi ha richiamato alla mente un’altro grande detective dalle analoghe caratteristiche John Rebus di Jan Rankin.

Se volete approfondire https://sensazionidilettura.com/2019/11/24/la-casa-delle-bugie-ian-rankin/

L’Amurusanza (Ranno)

Amo la Sicilia e quando mi trovo tra le mani un libro che è ambientato in quella terra non resisto alla tentazione di leggerlo. Mi piace immergermi nell’ atmosfera, negli odori e nei sapori di quella splendida regione..

In questo libro troverete storie di donne forti capaci di trovare il modo di reinventare la propria vita anche quando e dove non sembra esserci alcuna possibilità. La formula è quella di una fiaba con qualche aiuto anche di magia, ma a volte, con un pizzico di immaginazione, la magia può aiutare!

“«Ogni volta che mi sentivo più triste del solito» cominciò allora lei a spiegare ne appendevo uno» disse indicando i cristalli. Ugo li fissò affascinato. «Il primo fu per caso» riprese.«Era il pendente d’un lampadario trovato per strada. Lo lavai, lo sfregai con un panno e cominciò a brillare, lo misi sotto la luce e sfantasiò un bellissimo arcobaleno. Ero qui , sotto al lucernaio, quando vidi l’arcobaleno, e allora mi dissi che sarebbe stato bello tappezzarne la stanza, di arcobaleni, ma una tappezzeria mobile , come mobili sono i moti dell’anima.. »

per ulteriori suggestioni “siciliane” https://sensazionidilettura.com/2019/06/27/i-leoni-di-sicilia-la-saga-dei-florio-auci/

https://sensazionidilettura.com/2019/05/28/la-logica-della-lampara-cassar-scalia/

https://sensazionidilettura.com/2018/10/16/la-lunga-vita-di-marianna-ucria-maraini/

https://sensazionidilettura.com/2018/07/30/sabbia-nera-cassar-scalia/

I cerchi nell’acqua (Robecchi)

Quel “quid”, quel qualcosa in più che rende un libro speciale, che all’ultima pagina ti fa dire “che bello!”. Ecco questo libro è così.. non è solo un giallo, non è solo una trama interessante, è un insieme di narrato e di scrittura che coinvolge e affascina, non potete e non dovete perderlo!

“No. Il racconto del sovrintendente Ghezzi era un’altra cosa, pensa Carlo. Non una confessione, ma un rapporto, una corrispondenza da fuori, da «là fuori» che Carlo non può capire, che molti fingono non esista nemmeno. I dettagli che Ghezzi aveva infilato nel suo racconto, le luci, gli ambienti, le parole, parlavano di persone sconfitte per sempre, di distanze incolmabili. La realtà bruta, non addomesticabile, niente che si possa rendere migliore con le luci giuste, la buona recitazione, o peggio, la pietà. Quel sovrintendente di polizia, basso rango, quasi truppa, gli aveva ricordato un verso, un verso di un poeta:

Io so/Che un chiodo del mio stivale/E’ più raccapricciante della fantasia di Goethe!”

Cose che si portano in viaggio (Durán)

In questo caso il titolo mi ha attirato come una calamita e sono stata assorbita da questa storia ambientata nella Berlino dell’Est prima della caduta del muro, giornate scandite da lunghe code davanti ai negozi per fare la spesa (vi ricorda niente?), sogni di una vita diversa al di là di quella barriera, alimentati da canzoni arrivate sottobanco e ascoltate fino alla nausea, vestiti immaginati come simbolo di libertà che poi improvvisamente arriva, ma non è come era stata immaginata!

“Vista dal di fuori, ero la stessa Katia di sempre che andava a lezione all’università. Ma sotto il cappotto, molti più strati di quelli che mettevo di solito per sopportare il freddo. E più rumore. Molto di più. Nella borsa che portai con me, la stilografica di nichel, il berretto russo, nol lo voglio più questo berretto, mi fa sentire molto anziana, aveva detto mamma, il distintivo del PCE che avevo rubato e una mela..”

“Piansi la mia morte di mio padre, al di là del muro, in completa solitudine, per anni. Quando qualcuno muore senza un funerale o una tomba, il lutto degli estranei dura ancora meno del solito. Chi non ha ricordi e non è stato davanti al corpo vuoto di espressione dimentica immediatamente che sei tu la figlia che aveva un padre, un uomo con un sogno, forse più di uno, pieno di passione e di rabbia, un uomo perennemente trafitto dall’assurda nostalgia di un posto che non esisteva più da nessuna parte..”

“Quante volte possono scontrarsi frontalmente due treni? Quante volte, perché una delle locomotive dica non ce la faccio più, se ci scontriamo ancora in me non resterà più niente contro cui potrai andare a sbattere? Perché c’era sempre qualcosa, dentro, nella pancia, nel cuore, lì a dirmi che io ormai avevo fatto la mia scelta, che avevo puntato tutto quello che avevo, destabilizzando la vita mia e la vita di quelli che mi volevano bene. E dunque questo sarebbe stato il mio castigo. Vivere senza terra. Come aveva fatto mia madre.”