Donne che non perdonano (Läckberg)

Non ho mai amato la violenza, né quella fisica, né quella verbale e neppure quella psicologica, quindi non avrei dovuto apprezzare questo libro. Però capisco la violenza di reazione, quella che deriva dalla disperazione di chi pensa di avere toccato il fondo. Non approvo, ma capisco.

La danza dell’orologio (Tyler)

L’inizio è in sordina e non si capisce quale direzione prenderà il libro. Poi pian piano emerge la figura di Willa, la protagonista ed acquista sempre più forza, più consapevolezza. Una bella storia di una donna per le donne.

“Nella sua nuova vita prenderà in affitto una stanza da qualche parte..Insegnerà inglese ai rifugiati di Ben, o spagnolo ai compagni di classe di Cheryl. O potrebbe provare qualcosa di nuovo che non ha ancora neanche immaginato. Non c’è limite alle possibilità. Si vede come una piccola figura con la gonna, come la sagoma sulla porta del bagno delle signore, che sfiora appena la superficie della terra veleggiando attraverso lo spazio”

“Se Willa avesse dovuto inventare una ‘danza dell’orologio’…nella sua ci sarebbe stata una donna che attraversava il palcoscenico da sinistra a destra, volteggiando follemente su se stessa come una trottola; il pubblico avrebbe fatto in tempo soltanto  a vedere un vortice di colore indistinto, poi lei sarebbe uscita di scena. Così: puff! E via “

Anatomia di uno scandalo (Vaughan)

A volte cerco di avere una visuale diversa, provo a pensare quale sarebbe la mia reazione se fossi un uomo e mi trovassi di fronte all’ennesimo libro che parla di violenza sulle donne. Come mi sentirei? Sotto accusa a prescindere, solo per il fatto di appartenere alla categoria? Poi penso a quante volte prima di uscire da sola scarto alcuni dei vestiti che sono quelli che poi sarebbero giudicati come “se l’è andata a cercare..” , oppure non esco proprio perchè  è sera e non mi sento sicura, e allora mi dico che in fondo “essere messi sotto accusa a prescindere” non è la cosa peggiore!

Eleonor Oliphant sta benissimo (Honeyman)

E’ un libro molto particolare, inizia in sordina e poi cresce e diventa importante. Anche se ad un certo punto intuisci quella che sarà l’evoluzione della storia, non è mai scontato e ti senti quasi costretto ad andare avanti e vedere cosa succederà. Riesce a coivolgerti profondamente e a farti diventare una fan di Eleonor Oliphant!

L’animale femmina (Canepa)

L’impressione iniziale è quello di aver a che fare con un romanzo rosa in cui la ragazza meridionale arriva al nord e dopo una serie di vicessitudini trova il suo salvatore (rigorosamente maschio). Poi ti rendi conto di avere a che fare con qualcosa di molto diverso dove gli ingredienti sono gli stessi, ma il risultato  è sicuramente migliore!