Fiore di roccia (Tuti)

Ecco è arrivato.. Il libro che aspetti e speri di trovare ogni volta che ne cominci uno. Quello che riesce a toccare i sentimenti più profondi, che ti fa piangere, ma che non puoi che definire “bellissimo”. E’ una storia dura, come lo sono state le persone a cui è dedicata, le portatrici carniche, scolpite nella roccia delle loro montagne. Montagne bellissime, ma povere; lo sono sempre state e in qualche modo lo sono ancora oggi. Abitate da gente di poche parole, come di solito è chi abita la montagna e dialoga più con la natura che con gli essere umani. La scrittura di questo libro è intensa e delicata allo stesso tempo, testimonia coinvolgimento personale e rispetto nei confronti dei protagonisti di questa parte della storia del primo conflitto mondiale.

“Non avere paura, e non ne avrò nemmeno io, mi dicevi quando ero piccola. Allora per tenerti al sicuro mi fingevo forte e alla fine lo diventavo davvero..Quello del tuo cuore è l’ultimo battito di una famiglia, con te il “noi” si estingue, resta solo questo “io”, un pezzo troppo piccolo per costruirci qualcosa…Te ne vai con la gentilezza con cui hai vissuto, in un alba rosea che filtra tra le nubi e sparge cristalli, nel silenzio solenne delle foreste. Ti bacio per l’ultima volta, non credo più agli arrivederci. Sei stato mio padre e sei diventato mio figlio, avverto uno strappo all’altezza del ventre. Grazie per la vita che mi hai dato. E non avere paura. Non ne avrò nemmeno io.”

“La nostra capacità di bastare a noi stesse non ci è stata riconosciuta, né concessa. L’abbiamo tessuta con la fatica e il sacrificio, nel silenzio e nel dolore, da madre in figlia. Poggia su questi corpi meravigliosamente resistenti ed è a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Si nutre di spirito infuocato e iniziativa audace, vive di coraggio. Vive di altre donne. Siamo una trama di fili tesi gli uni sugli altri, forti perché vicini.”