Lux (Marangoni)

Ho scoperto di amare i libri che sono in grado di suscitare in me colori, odori ed emozioni. In queste pagine potrete lasciarvi cullare dalle onde del Mediterraneo, scaldare dal suo sole ed inebriarvi con le erbe aromatiche..Gli ingredienti sono gli stessi di un romanzo, ma vengono miscelati sapientemente e il risultato, a saperlo cogliere, è qualcosa di diverso.

“Il paesaggio si aprì allora come un frutto tagliato di netto: l’isola era formata da due parti distinte, tenute insieme da uno stretto capriccio di terra qui e lì cosparso d’erba e pressoché invisibile dal mare..”

“..Avrebbe voluto chiedergli come si fa a scegliere un’isola, e come ci si ferma a costruire, nella vita, quando è viaggiare quello che sempre facciamo. Com’è che si fa a invecchiare senza morire di nostalgia…Se morire era difficile dopo una vita intera, o invece era uno scherzo come ripetevano sempre certi che però morti non erano..”

“Era felice, laggiù. Straniera ma mai estranea, e quando capitava che la serenità se ne andasse, era come il mare dalla sua finestra: le bastava vederla da lontano per sapere che era dietro l’angolo, e non si sarebbe mai allontanata troppo,”

Una casa troppo tranquilla (Shemilt)

Mi capita abbastanza spesso di pensare alla complessità del nostro corpo, alla magia di tutte le funzioni vitali che ci accompagnano in ogni attimo della nostra esistenza e alla probabilità che qualcosa possa incepparsi quando meno te lo aspetti. Per questo ho sempre avuto un grande rispetto e ammirazione per chi dedica la propria vita a riparare questi errori. Sono sempre stata convinta che alla base della professione medica ci deve essere una vocazione profonda che permetta a queste persone di affrontare tutta la sofferenza che accompagna qualsiasi tipo di malattia. Poi mi capita di leggere libri come questo dove l’ambizione personale, la ricerca del successo, l’invidia e la vendetta permeano la vita e le azioni di un promettente chirurgo . Purtroppo non si tratta solo di finzione letteraria e questo mi riempie di tristezza!

Nessuno può volare (Agnello Hornby)

Ho molto amato questa scrittrice, soprattutto quando parlava della Sicilia (la zia marchesa, la mennulara), questa volta mi ha deluso. Un libro in parte autobiografico, in parte dedicato al figlio e alla sua disabilità, ma privo di organicità, sembrano pensieri alla rinfusa. Si coglie l’intento di fondo di dedicare il lavoro alla scoperta della disabilità in generale e alla sua considerazione all’interno della società, ai problemi che queste persone devono continuamente affrontare, ritengo discutibile il modo in cui è stato affrontato.