Olive, ancora lei (Strout)

La prima parola che mi è venuta in mente dopo aver finito di leggere il libro è stata “tristezza”. Capisco che è logico e ragionevole considerato che la protagonista è una donna over ottanta e racconta come la sua vita sta cambiando anche a causa dell’invecchiamento, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista sociale. Per chi ha la fortuna (da valutare se lo è veramente) di mantenere la lucidità mentale è anche il momento in cui si “tirano le somme” della propria esistenza; credo sia difficile essere giudici imparziali delle proprie scelte.

“Quando si invecchia…si diventa invisibili. E’ la pura verità. Ed è una liberazione, in un certo senso…Non credo di saperlo spiegare bene. Ma si vive una vita pensando di essere qualcosa. Non dico in senso positivo, e nemmeno in senso negativo. Pensi di essere qualcosa e basta. E poi invece ti accorgi…che non sei più niente. Sei diventata invisibile, agli occhi di una cameriera dal deretano enorme. Ed è una liberazione.”