I cerchi nell’acqua (Robecchi)

Quel “quid”, quel qualcosa in più che rende un libro speciale, che all’ultima pagina ti fa dire “che bello!”. Ecco questo libro è così.. non è solo un giallo, non è solo una trama interessante, è un insieme di narrato e di scrittura che coinvolge e affascina, non potete e non dovete perderlo!

“No. Il racconto del sovrintendente Ghezzi era un’altra cosa, pensa Carlo. Non una confessione, ma un rapporto, una corrispondenza da fuori, da «là fuori» che Carlo non può capire, che molti fingono non esista nemmeno. I dettagli che Ghezzi aveva infilato nel suo racconto, le luci, gli ambienti, le parole, parlavano di persone sconfitte per sempre, di distanze incolmabili. La realtà bruta, non addomesticabile, niente che si possa rendere migliore con le luci giuste, la buona recitazione, o peggio, la pietà. Quel sovrintendente di polizia, basso rango, quasi truppa, gli aveva ricordato un verso, un verso di un poeta:

Io so/Che un chiodo del mio stivale/E’ più raccapricciante della fantasia di Goethe!”

Un posto sbagliato per morire (Tuzzi)

Lo definirei un libro per nostalgici. E’ ambientato nel 1981 e quindi non ci sono i cellulari e i computer sono ancora chiamati calcolatori, cosa che probabilmente farà rotolare dalle risate più di qualcuno, ma ahimè io ricordo molto bene. Viene in mente lo storico commissario Maigret come modalità di indagine, poca azione e tanta speculazione. Un libro piacevole da leggere in queste giornate autunnali..

Cose più grandi di noi (Scianna)

In questo libro , attraverso la storia di Margherita, si ricordano gli anni di piombo. Sono passati tanti anni, i ragazzi di oggi forse ne hanno sentito parlare a scuola, ma quelli della mia età ricordano molto bene. Non solo gli attentati e la paura, penso che quegli aspetti fossero più sentiti da chi in quegli anni era già adulto, chi, come me, era giovane ricorda altro. Ricorda la partecipazione politica, il fermento, le assemblee, i collettivi, i cortei, la sensazione di contare qualcosa, di poter fare qualcosa..Poi le cose sono precipitate e hanno preso una strada diversa e per me sbagliata, ma credetemi chi ha vissuto i primi passi di quei movimenti difficilmente potrà dimenticare e spero mai rinnegare.

Fedeltà (Missiroli)

Quali sono le ragioni per essere fedeli e quali quelle che portano al tradimento. Argomento molto delicato e soprattutto senza una verità univoca. Dipende dalle persone, dalle situazioni, dipende da noi..Non troverete una risposta in questo libro, ma probabilmente altre domande con cui, forse, avrete voglia di confrontarvi.

Poteva concedersi un vaso comunicante, la compiutezza con una moglie e la compiutezza con un’amante. Che parola sbagliata, amante. Che parola sbagliata, tradimento. Rispetto a cosa avrebbe tradito? Cosa toglieva consumarsi con un’altra ragazza, accaparrandosi una gioia momentanea e dando, possibilmente una gioia momentanea. Alzarsi, rivestirsi, senza instaurare rituali romantici o affettuosi, preservando la liturgia che con sua moglie aveva consolidato negli anni e non avrebbe mai messo in discussione.

Ma lei un ventiseienne lo aveva già avuto, e tuttora era il ricordo che tentava di non perdere. Con lui aveva intuito che l’infedeltà poteva significare fedeltà verso se stessa. Andrea. Dopo che era uscita da casa sua, in quella serata di nove anni prima, era passata in agenzia anche se non c’era più nessuno, si era chiusa in bagno e si era coperta gli occhi con una mano. Poi si era detto: l’hai fatto.

Lo stupore della notte (Pulixi)

Ho avuto un iniziale senso di fastidio quando mi sono resa conto che il tema trattato era quello del terrorismo islamico perché ultimamente troppo inflazionato. Poi, con lo scorrere delle pagine mi sono riappacificata con Pulixi che, come al solito, ha fatto una carneficina, ma riesce a coinvolgere, sorprendere e a tenere con il fiato sospeso fino alla fine.