Prima di noi (Fontana)

La saga di una famiglia del popolo. E’ questa la differenza sostanziale tra questo libro e molti altri che di famiglie hanno scritto. Qui non ci sono palazzi e residenze estive, banchetti e visite di cortesia. C’è la vita, quella di tutti i giorni, la nostra, quella della nostra famiglia o della famiglia dei vicini di pianerottolo. Ripercorre, attraverso le vicissitudini, un secolo di storia recente e per chi, come me, non è più giovane, ricordi di un passato non lontano riaffiorano ed è facile identificarsi con alcuni momenti e personaggi . L’ho veramente apprezzato!

“..La sofferenza si conservava proprio come l’energia. I loro nonni, e in una certa misura i loro padri, avevano dovuto sopportare il dolore fisico, fame e freddo e povertà o comunque una qualche privazione; e ora che questo dolore era terminato, a loro spettava un destino di ferite interiori. Oh certo erano cose da poco. Nessuna guerra che meritasse di finire tra le pagine di un libro: solo una costante paura del futuro, e forse un altrettanto grande timore nel voltarsi, per rimanere pietrificati come in quella storia biblica, statue di sale, sotto il peso di quanto accaduto prima di loro, un cumulo insostenibile di morte e vita, ricchezza e spreco. “

“..Si sentiva come a vent’anni, il corpo intatto, pronto ad affrontare le terse acque del Friuli: e quale incomparabile gioia lasciare a riva libro e quaderno e gettarsi di colpo nell’azzurro. Circondato dagli alberi e dal greto sassoso, sotto un cielo spazzato via dalla luce d’agosto, avanzava a falcate contro le onde, spezzandole quasi fossero fogli di vetro sottilissimo: risaliva il corso per cento, duecento metri senza mollare – finché stanco, come era stanco adesso, non restava con le braccia aperte e la schiena a filo d’acqua, gli occhi inondati dal sole: lasciando che il torrente amico lo trascinasse dove volesse, altrove, altrove, sempre altrove.”

Gelosia (Baresani)

Lui, lei, l’altra..una storia come tante, ma analizzata a fondo nel tentativo di capire le dinamiche che si nascondono dietro e che muovono i protagonisti. Ognuno di loro ha un progetto di vita, chi più a lunga scadenza, chi con una visibilità più limitata. Perseguendo il proprio progetto ognuno di loro calpesta quello degli altri e innesca sentimenti di rivalsa, di gelosia. Indipendentemente dallo sviluppo e dagli esiti della storia, in questo libro c’è una analisi lucida e spietata delle relazioni uomo – donna.

” Anche quei mariti avevano delle tresche, ma non avrebbero mai lasciato le mogli, che anzi servivano da paravento per non farsi incastrare da amanti piene di esigenze noiose e impraticabili: cene conviviali, weekend, shopping insieme, serate al cinema..La moglie rifugio che ti protegge dal fare stupidaggini.”

“E’ che sono belle, sono sexy, vanno in palestra, indossano biancheria intima raffinata, si curano di ogni dettaglio, dallo smalto sulle unghie dei piedi ai colpi di sole sui capelli..ma non sono interessanti per i loro mariti..i mariti le portano in giro, le baciano e stringono e accarezzano solo in pubblico, come un trofeo. Ma poi non sanno cosa dire quando sono con loro..”

“Non ho più entusiasmo, pensava, mi pare quasi una cosa da non fare. Antonio è troppo di famiglia. Lo sapevo, l’ho sempre saputo, ma ora è capitato anche a me: il tempo uccide ogni grande amore e lo trasforma in una famiglia, una cosa di genitori, nonni, zii, cugini, pratiche da sbrigare, medici, dentisti, hai pagato le tasse?”

“Aveva bisogno di darsi un valore, dopo essere stata socialmente uccisa da Antonio: al momento non aveva una propria identità, per tutti era solo l’amante sospetta, o solo la sua collaboratrice. Dio quanto lo odiava!”

I cerchi nell’acqua (Robecchi)

Quel “quid”, quel qualcosa in più che rende un libro speciale, che all’ultima pagina ti fa dire “che bello!”. Ecco questo libro è così.. non è solo un giallo, non è solo una trama interessante, è un insieme di narrato e di scrittura che coinvolge e affascina, non potete e non dovete perderlo!

“No. Il racconto del sovrintendente Ghezzi era un’altra cosa, pensa Carlo. Non una confessione, ma un rapporto, una corrispondenza da fuori, da «là fuori» che Carlo non può capire, che molti fingono non esista nemmeno. I dettagli che Ghezzi aveva infilato nel suo racconto, le luci, gli ambienti, le parole, parlavano di persone sconfitte per sempre, di distanze incolmabili. La realtà bruta, non addomesticabile, niente che si possa rendere migliore con le luci giuste, la buona recitazione, o peggio, la pietà. Quel sovrintendente di polizia, basso rango, quasi truppa, gli aveva ricordato un verso, un verso di un poeta:

Io so/Che un chiodo del mio stivale/E’ più raccapricciante della fantasia di Goethe!”

Un posto sbagliato per morire (Tuzzi)

Lo definirei un libro per nostalgici. E’ ambientato nel 1981 e quindi non ci sono i cellulari e i computer sono ancora chiamati calcolatori, cosa che probabilmente farà rotolare dalle risate più di qualcuno, ma ahimè io ricordo molto bene. Viene in mente lo storico commissario Maigret come modalità di indagine, poca azione e tanta speculazione. Un libro piacevole da leggere in queste giornate autunnali..

Cose più grandi di noi (Scianna)

In questo libro , attraverso la storia di Margherita, si ricordano gli anni di piombo. Sono passati tanti anni, i ragazzi di oggi forse ne hanno sentito parlare a scuola, ma quelli della mia età ricordano molto bene. Non solo gli attentati e la paura, penso che quegli aspetti fossero più sentiti da chi in quegli anni era già adulto, chi, come me, era giovane ricorda altro. Ricorda la partecipazione politica, il fermento, le assemblee, i collettivi, i cortei, la sensazione di contare qualcosa, di poter fare qualcosa..Poi le cose sono precipitate e hanno preso una strada diversa e per me sbagliata, ma credetemi chi ha vissuto i primi passi di quei movimenti difficilmente potrà dimenticare e spero mai rinnegare.

Fedeltà (Missiroli)

Quali sono le ragioni per essere fedeli e quali quelle che portano al tradimento. Argomento molto delicato e soprattutto senza una verità univoca. Dipende dalle persone, dalle situazioni, dipende da noi..Non troverete una risposta in questo libro, ma probabilmente altre domande con cui, forse, avrete voglia di confrontarvi.

Poteva concedersi un vaso comunicante, la compiutezza con una moglie e la compiutezza con un’amante. Che parola sbagliata, amante. Che parola sbagliata, tradimento. Rispetto a cosa avrebbe tradito? Cosa toglieva consumarsi con un’altra ragazza, accaparrandosi una gioia momentanea e dando, possibilmente una gioia momentanea. Alzarsi, rivestirsi, senza instaurare rituali romantici o affettuosi, preservando la liturgia che con sua moglie aveva consolidato negli anni e non avrebbe mai messo in discussione.

Ma lei un ventiseienne lo aveva già avuto, e tuttora era il ricordo che tentava di non perdere. Con lui aveva intuito che l’infedeltà poteva significare fedeltà verso se stessa. Andrea. Dopo che era uscita da casa sua, in quella serata di nove anni prima, era passata in agenzia anche se non c’era più nessuno, si era chiusa in bagno e si era coperta gli occhi con una mano. Poi si era detto: l’hai fatto.

Lo stupore della notte (Pulixi)

Ho avuto un iniziale senso di fastidio quando mi sono resa conto che il tema trattato era quello del terrorismo islamico perché ultimamente troppo inflazionato. Poi, con lo scorrere delle pagine mi sono riappacificata con Pulixi che, come al solito, ha fatto una carneficina, ma riesce a coinvolgere, sorprendere e a tenere con il fiato sospeso fino alla fine.