La luce è là (Bazzi)

Se seguite queste mie riflessioni, sapete già della mia passione per le saghe familiari e questo libro è un’ulteriore piacevole occasione per immergersi nelle vicende della famiglia Ahrens, di origine tedesca e ebraica e trasferita a Palermo alla fine dell’ottocento.

Rispetto ad altri libri e romanzi ambientati in Sicilia, questo trasmette di meno la bellezza dell’isola, quasi lasciata a margine, spettatrice di una vita diversa vissuta dalla comunità tedesca che si era aggregata con i palermitani appartenenti alle fasce più agiate, che solo raramente aveva contatti con la popolazione.

Se, come me siete amanti del genere, ecco alcuni suggerimenti ad altri libri da non perdere..https://sensazionidilettura.com/2019/10/03/i-goldgbaum-solomon/https:/

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I leoni di Sicilia: la saga dei Florio (Auci)

Sono sempre stata attratta dalle saghe familiari e non potevo perdere quest’ultima proposta. L’ho trovata molto interessante, mi è piaciuta l’idea di intercalare alcune digressioni storiche che aiutano a contestualizzare il racconto delle vicende di questa famiglia. Anche se spesso nel racconto vengono sottolineati i difetti dei siciliani, io, che sono innamorata della Sicilia e di Palermo, mi sono deliziata con gli scorci e i profumi che a tratti emergevano.

“Lungo le mura, tra le strade che si affacciano sul Cassaro fino al mare, nell’ombra delle piazze, oltre i bastioni sbrecciati dalla cannonate, il tempo è immobile. Dal mare, arriva un profumo di alghe secche; dalle montagne quello delle zagare in fiore. Sembra quasi che Palermo lasci che le cose accadano addosso. Che sia spettatrice di se stessa. E invece no, perché Palermo è soltanto addormentata. Sotto la pelle di sabbia e pietra, c’è un corpo che pulsa, una corrente di sangue e segreti..”

“Piemontesi, veneti, romani, emiliani scoprono la bellezza sboccata e sensuale di una città che avevano conosciuto solo attraverso le parole dei compagni esuli. La cattedrale con i suoi pinnacoli arabeggianti e il Palazzo reale con i mosaici del periodo normanno sorgono accanto a sontuose dimore barocche, con grandi balconi a petto d’anatra..Che strana città, si dicono, lercia e regale al tempo stesso. Non riescono a staccare gli occhi dai colori, da quelle mura di ocra che sembrano riflettere la luce del sole..”

“Tra le strade, tra i muri di tufo e di pietra, scorre la gente di Palermo, occhi di agata e mani di rame, capelli rossi e pelle di latte. Gente meticcia, gente che accoglie..”

Il basilico di palazzo Galletti (Torregrossa)

Non sempre un libro soddisfa le aspettative. In questo caso erano molto alte perché i precedenti libri mi erano piaciuti molto. La novità della poliziotta Marò mi ha fatto l’effetto di un tentativo di emulazione di Camilleri e del suo Montalbano o di tanti altri commissari e vice questori che popolano la più recente narrativa italiana e straniera. Ma in questo caso mi è sembrata fuori posto e ha cancellato tutte le atmosfere e i profumi che ho tanto amato ..

Malanottata (Di Piazza)

Palermo negli anni 80, con gli strascichi delle contestazioni giovanili della metà degli anni 70. Un giovane giornalista agli inizi della carriera dotato di un buon fiuto della notizia, che vive assieme al suo più caro amico e relative ragazze. Una Sicilia in bianco e nero, accattivante, passionale, bellissima, ma senza i profumi e i colori con cui Camilleri e Torregrossa riescono a dipingerla.